Andrea Camilleri regala al Fatto Quotidiano un racconto. Sabato 9 settembre il nostro giornale ospiterà questo inedito in due pagine dedicate.
Anticipiamo qui le prime righe del racconto. Per completare la lettura, l’appuntamento è in edicola.

Mi è capitato di fare una figuraccia, addirittura internazionale. Per lunghi anni, come regista radiofonico, mi ero dedicato in particolar modo alla sperimentazione, tanto sulla parola, quanto sul suono. Avevo avuto anche l’onore di  lavorare a lungo al mitico studio milanese di Fonologia, litigando con musicisti del calibro di Berio e Maderna che dello studio volevano l’esclusiva. Avevo sperimentato le primissime trasmissioni di prosa in stereofonia e mi ero anche cimentato con la quadrifonia. Sicchè non trovai nulla di strano quando nel 1980 venni convocato dal direttore della Radio che mi comunicò che il mese seguente si sarebbe tenuto ad Amsterdam un convegno di trecento tecnici audio provenienti da tutto il mondo, per discutere le questioni della ripresa radiofonica in movimento circolare. Il direttore mi comunicò che avevano deciso di mandarmi in rappresentanza della Rai, perché ero in sostanza uno dei pochi registi che di questa materia ci capisse qualcosa.
Si trattava di un soggiorno olandese di una settimana al massimo. Persuasi mia moglie a venire con me. A quel tempo, per nessuna ragione al mondo, avrei messo piede su un aereo. Perciò organizzai il mio viaggio con un treno che sarebbe partito da Roma alle 10 del mattino, avrebbe raggiunto Milano in serata e qui ci saremmo trasferiti in una vettura-letto diretta proprio ad Amsterdam.