Come sempre, i prezzi degli animali sono aumentati. La festa della Tabaski quest’anno è stata celebrata di sabato. Il sacrificio annunciato e poi sventato di Ismaele ad opera di Abramo si ripete ogni anno con le medesime modalità. Solo i prezzi variano a seconda degli anni, delle congiunture e delle mancate ordinanze municipali. Tutto è pronto per il gran giorno di festa. La legna per il fuoco, i pali sottili piantati lungo le strade o nei cortili per appendervi l’animale e i coltelli aguzzati per la circostanza. Poi la calma del fumo della vittima si mescola con quello della legna. Salgono assieme alla polvere fino a tessere una coltre di colore arrostito che per alcuni giorni rende surreale la città. Niamey, la capitale del Niger, diventa mattatoio, forno a cielo aperto e tavola imbandita per gli invitati alla festa. Il sacrificio degli animali si offre, a loro probabile insaputa, come una domanda di perdono e di preghiera. Lo scambio di porzioni arrostite contribuirà a rinsaldare l’identità famigliare, sociale e religiosa del popolo. Invece del figlio Ismaele, dice il Corano, Abramo sacrificò un ariete.

Ennesima tragedia della disperazione tra Italia e Francia. Un migrante di 25 anni è stato trovato folgorato e arso vivo in una cabina elettrica di un treno partito da Ventimiglia e diretto a Marsiglia. Il corpo carbonizzato dell’uomo è stato trovato alle 17,25 quando il convoglio regionale delle ferrovie francesi (Sncf) si è fermato alla stazione di Cannes-La Bocca. Nell’angusto spazio della cabina elettrica sul treno la polizia ha trovato altri due migranti nascosti accanto al cadavere della vittima. A maggio altri due migranti morirono nelle medesime circostanze sempre sullo stesso convoglio. (Si legge su Ilfogliettone.it del 27 agosto 2017)

Il treno è, dall’altra parte del mondo, uno dei luoghi nel quale si immolano e sacrificano gli umani. Non sostituiti da nessuno. Sacrificati alla sicurezza e alle frontiere di stato. Ventimiglia verso Marsiglia, porto nello stesso mare che lui aveva attraversato. Basta un treno, una cabina elettrica e un migrante di 25 anni. Due erano con lui, bruciato dalle politiche di controllo e di eliminazione.

Capri, montoni, agnelli, pecore, mucche, dromedari e altri animali ancora, purché in buono stato e frutto di onesti acquisti. Sono raccolti, accompagnati, nutriti, legati fino al momento della vendita. Si negoziano i prezzi e ognuno pensa di aver concluso un buon affare. Ne va della dignità della famiglia. Un buon padre e marito non potrà perdere l’occasione di mostrare ai figli di essere all’altezza della stima che si merita. Dal sacrificio sono ovviamente esclusi i non credenti e coloro che non compiono le prescrizioni richieste. Ci si può unire fino a sette per l’acquisto dell’animale, ma non per quelli di piccole dimensioni. Dopo il sacrificio effettuato alla moschea principale, ognuno potrà effettuare il proprio. L’animale sgozzato sarà poi posto sugli appositi sostegni di legno e fatto cuocere il tempo necessario. Alcune parti saranno offerte secondo le consuetudini a parenti e amici. Poi inizia la festa di tre giorni e che è seconda solo a quella della fine del Ramadan.

Un trentenne del Mali, presumibilmente partito dalla stazione di Ventimiglia su un treno Ter francese, è stato trovato morto, ieri sera, in un piccolo locale adibito a quadro elettrico del convoglio, nella stazione di Cannes la Bocca. Secondo quanto riferito dal quotidiano francese Nice Matin, il macabro rinvenimento è avvenuto da parte del personale Sncf, durante le operazioni di pulizia delle carrozze. Si teme che l’uomo possa essere rimasto folgorato, ma verrà comunque effettuata un’autopsia. Più di una volta, in passato, alla stazione di Ventimiglia, sono stati individuati migranti stipati in minuscoli locali adibiti a quadro elettrico, che sono stati salvati in tempo. (Riporta l’Ansa del 22 maggio 2017)

A Cannes si presentano i nuovi film nel festival più importante del mondo. Attori e attrici che rappresentano la vita che se ne va in un treno. Un altro migrante sacrificato, lungo la strada, tra i pali della luce e il fumo che si allontana. In altri tempi i treni portavano uomini, donne e bambini per essere buttati nel vento. Da Niamey il fumo del sacrificio della Tabaski parte lontano, col treno.

Niamey, Settembre 017