Premetto che questo non è un trattato sui bilanci della società che gestisce il servizio di Italo Treno, tanto meno un’analisi sulla libera concorrenza in Italia. Intendo solo occuparmi del servizio, della qualità di un viaggio in treno e, per una volta, soprattutto di persone. Ho sempre viaggiato molto, forse anche troppo, in treno, ma da quando esiste l’alternativa Italo uso Trenitalia solo se obbligata.

Mediamente i prezzi della nuova compagnia sono sempre più convenienti, l’impostazione del sito internet e la professionalità degli operatori del centralino rendono l’acquisto del biglietto operazione semplice e veloce. Usare, invece, il sito di Trenitalia è un terno al lotto senza contare la recente condanna inflitta dall’Antitrust perché le soluzioni di viaggio proposte dal sito internet, così come dalle biglietterie self-service, non erano le più vantaggiose e non si poteva accedere a  tutta una serie di opzioni, certo più scomode, ma più economiche per il viaggiatore che volesse risparmiare. A tutto ciò si aggiunga che si deve richiedere un duplicato della Carta Freccia è più semplice ottenerla sfregando la lampada di Aladino. 

Nell’Italia degli appalti “matrioska” le pulizie dei Freccia sono lasciate alla libera iniziativa degli operatori, su Italo, a ogni viaggio – prima della partenza – mini squadre di addetti, che con aspirapolveri caricati sulla schiena ricordano vagamente i cacciatori di fantasmi dell’omonimo film Ghostbuster, si occupano della pulizia delle singole carrozze e dei bagni.

Un paio di mesi fa mi è capitato di trovare sporco: l’ho fatto presente al Train manager (in questo caso preferisco il tradizionale capotreno di Trenitalia) che mi ha assicurato avrebbe fatto una segnalazione. Dopo due giorni ho ricevuto una mail con domande sulla qualità del servizio su quella tratta. Ero in vena e dunque ho speso qualche minuto – sono sincera se fosse stato per una Freccia avrei cestinato la mail – spiegando che avevo osservato come le squadre a bordo svolgessero il lavoro in tempi molto ristretti, certamente imposti. Ho aggiunto che, se si chiede alle persone di lavorare in tempi troppo serrati – regola che vale per tutte le professioni ovviamente –  c’è il rischio che il lavoro non venga fatto bene. E che sarebbe opportuno lasciare il giusto tempo per ogni compito. Risultato: forse è solo una suggestione, ma le squadre mi sembra non siano più così sotto pressione. 

Ma la vera differenza tra i due gestori del servizio ferroviario sono – come sempre  le persone. 

Gli addetti di Italo sono mediamente giovani, per lo più laureati e danno l’impressione di essere appassionati di ciò che stanno facendo. Certo qualcuno di voi osserverà che potrebbe non essere una libera scelta, ma un ripiego l’aver accettato di controllare biglietti magari con un 110 e lode in Lettere in tasca. Sono precisi, gentili e soprattutto in grado di fornire risposte. 

I loro colleghi dei Freccia: sfuggenti il più possibile, non vogliono rogne e, a precisa domanda, generalmente rispondono che non è nelle loro competenze. 

Quelli di Italo li vedi parlottare tra di loro sui marciapiedi delle stazioni in attesa di partire, sorridono. Le loro divise hanno un aspetto curato e la volta in cui un Italo treno si è fermato per un guasto l’allora Train Manager – donna – oltre a dare una lezione di stile a un egregio signore che voleva intimorirla con “lei non sa chi sono io”, si è subito occupata e preoccupata di dare indicazioni perché venissero distribuite gratuitamente ai passeggeri le bibite conservate dei distributori automatici. 

Mi aspetto che questo post encomiastico dei servizi di Italo ecciti i duri e puri dediti a scovare truffe, magheggi e inciuci che scriveranno commenti per demolire la società che gestisce il servizio. Lascio di buon grado loro il piacere di godere, affossando e spargendo menta su tutto e tutti. 

Vorrei  solo sottolineare che quelli di Italo Treno lo fanno meglio, molto meglio. Quei ragazzi e ragazze svolgono il loro servizio con professionalità, gentilezza e soddisfazione. 

Salvaguardare i propri dipendenti mettendoli nella condizione di lavorare al meglio, è un aspetto che Italo Treno non deve sottovalutare perché sono loro il miglior biglietto da visita della società, lo spot più diretto e efficace che nessun geniale pubblicitario potrà mai inventare. 

Ps: Attenti però che, come in ogni cosa, a peggiorare ci vuole niente! 

e.reguitti@ilfattoquotidiano.it