La bomba all’idrogeno o bomba H, testata dalla Corea del Nord, è “un’arma potente che funziona come il sole, ovvero basandosi sullo stesso processo che avviene per la liberazione dell’energia solare, ed è molto più potente rispetto alla bomba atomica sganciata su Hiroshima poiché l’energia rilasciata è maggiore”. A chiarire all’Ansa la portata dell’ordigno nucleare utilizzato da Pyongyang è il fisico del Cnr Valerio Rossi Albertini, secondo cui, tuttavia, c’è anche “il rischio che si tratti solo di propaganda e che la Corea del Nord non abbia in realtà testato la bomba H ma utilizzato un ordigno convenzionale, sia pure molto più potente”. Il test, “cinque volte potente la bomba su Nagasaki” secondo Pyongyang, ha comunque generato una onda lunga di reazioni di molti leader mondiali Putin e Xi Jiping inclusi: le continue provocazioni di Kim Jong-un hanno fatto infuriare Donald Trump che in un tweet ha definito il paese uno “stato canaglia”

La bomba H, spiega il fisico, “utilizza una tecnologia diversa rispetto alla bomba atomica di Hiroshima, che si basa sulla stessa tecnologia delle centrali nucleari oggi in funzione: per la bomba che distrusse Hiroshima si utilizzano cioè due metalli pesanti, l’uranio e il plutonio, e l’energia rilasciata nell’esplosione è determinata dalla frammentazione, o fissione, dei nuclei degli atomi, da qui il nome di bomba a fissione nucleare. Al contrario, la bomba H funziona con un meccanismo opposto: non frammenta i nuclei dei metalli pesanti, ma aggrega i nuclei di elementi leggeri come è l’idrogeno sprigionando energia, da cui il nome di bomba a fusione nucleare”. La bomba H, sottolinea, “è molto più potente rispetto a quella nucleare ‘convenzionale’ di Hiroshima e utilizza lo stesso processo di fusione nucleare che avviene nel Sole, dove i nuclei degli atomi si fondono liberando energia solare”. Se un simile ordigno “di dimensioni convenzionali venisse sganciato per ipotesi su una città, distruggerebbe diversi quartieri, con effetti devastanti sul circondario“.

In realtà, la bomba H è già stata testata da varie potenze nucleari: la prima più grande, nota come bomba ‘Zar’, fu fatta esplodere in Russia nel 1961, e sono noti i test Usa sull‘isola di Bikini nel 1958 e quelli francesi di Mururoa negli anni ’80. Comunque, afferma Albertini, “se le esplosioni rilevate dimostrano che la Corea del Nord è in possesso di una tecnologia nucleare, ritengo non sia invece certo che l’ultima testata sia effettivamente una bomba all’idrogeno, e potrebbe anche trattarsi solo di propaganda”.

Infatti, precisa, “l’entità dell’esplosione e dei successivi terremoti registrati è compatibile anche con l’utilizzo di una bomba a fissione convenzionale ma di maggiore potenza rispetto a quella di Hiroshima, sempre ammesso che la Corea sia in possesso di materiale nucleare come plutonio e uranio”. Insomma, conclude l’esperto, “la potenza di deflagrazione dell’ultimo test di Pyongyang apre a due possibilità, essendo compatibile o con l’utilizzo di una bomba ‘convenzionale’ come quella utilizzata per Hiroshima ma di maggiore potenza, o con l’utilizzo di una bomba H ma di dimensioni limitate”.