Domani, 2 settembre, a Ricadi, in provincia di Vibo Valentia, si svolgerà una giornata evento contro l’omofobia e per i diritti civili, organizzata dopo che il 23 luglio scorso, dalla mia pagina Facebook, denunciai la vicenda di due ragazzi gay, discriminati dal titolare di una guest house della cittadina calabrese, che si erano rivolti all’Arcigay di Napoli. La vicenda, rilanciata da tutti i giornali, ha fatto il giro d’Europa (e non solo), e da allora i casi di discriminazione contro gli omosessuali (e i transessuali) si sono moltiplicati, dalla Campania alla Puglia all’Emilia Romagna. Quel primo clamoroso caso è divenuto così il simbolo di un’estate negativa per i diritti Lgbti (dall’episodio è nata anche una pagina Facebook: Omofobi del mio Stivale), ma è stato al contempo un importante stimolo per chi, segnalando casi analoghi, ha dimostrato di voler reagire.

La brutta storia consumatasi ai danni dei due giovani incappati in una struttura poco “ricettiva” (Casa vacanze Ciufo) mi aveva anche spinto a lanciare un appello, onde evitare che vicende dello stesso tenore potessero continuare a ripetersi, per un grande evento. Quest’appello, dal quale si è sviluppata la giornata di domani, è stato prontamente raccolto dalla sindaca di Ricadi, Giulia Russo (che con tutta la sua giunta si è subito dissociata dal comportamento della coppia di titolari della struttura ospitante calabrese, marito e moglie), e da Mario Oliverio, presidente della regione Calabria. Luciano e Maurizio, che il 24 giugno scorso si sono uniti civilmente proprio a Ricadi (è la prima coppia gay ad averlo fatto lì), hanno tenuto a sottolineare: “Adoriamo la Calabria, dove l’accoglienza è stata sempre delle migliori, ed è per questo che abbiamo scelto la magnifica cornice della cittadina calabrese per festeggiare la nostra unione”. La senatrice Monica Cirinnà ci ha mandato invece questa dichiarazione: “La lotta alla discriminazione e il tema della diversità sono dei tratti caratteristici delle società più avanzate. Riflettere sulla diversità e sull’inclusione è un esercizio democratico che solo le comunità sociali, che hanno una profonda coscienza del proprio ruolo, sono in grado di fare. Ne è prova positiva il vostro incontro, per il quale mi complimento con tutti”.

La manifestazione del 2 settembre, promossa dall’associazione culturale La parola che non muore, e che ha visto la preziosa collaborazione della giurista Alessia Bausone, sarà articolata in una serie di dibattiti e di interventi a testimonianza dell’accaduto (e di altro). Si svolgerà con il sostegno, l’adesione o la partecipazione, oltreché del Comune di Ricadi e della Regione Calabria: dell’Arcigay, e in particolare dei comitati di Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria e del comitato di Napoli; dell’associazione radicale Certi Diritti, del comitato Diversi Uguali e di varie associazioni Lgbti; di molti soggetti turistici, economici o istituzionali (Camera di Commercio, Federalberghi, Legacoop, Unindustria, Astarte, Cna Turismo e Commercio di Vibo Valentia, CO. GE. TUR. di Capo Vaticano-Tropea, Banco di Credito Cooperativo del Vibonese); dell’hotel La Bussola, dell’hotel Marinella e di altre strutture alberghiere della provincia di Vibo Valentia; dei privati che hanno espresso la loro solidarietà ai due giovani discriminati e di tanti altri.

Chi vorrà ancora aderire, dare il suo sostegno o esprimere anche solo la sua solidarietà ai due giovani discriminati, che erano già stati in passato a Ricadi, può scrivere a maxarcangeli@tin.it.

Un altro incontro in tema di discriminazione, considerato quanto accaduto in un B&B del Salento, dove un cartello distingueva i bagni gay da quelli di uomini e donne, sarà organizzato a Lecce durante la quinta edizione del festival “Conversazioni sul futuro”, che si terrà nel capoluogo salentino dal 26 al 29 ottobre 2017 e vedrà il coinvolgimento di alcuni degli stessi partecipanti all’evento di Ricadi. Continueremo così, battendo a tappeto la penisola, finché l’omofobia non sarà sconfitta una volte per tutte.