“Ho deciso di lasciare la Juve per scelte che aveva fatto la società, non per i soldi. La gente non sa che l’ultimo anno alla Juventus prendevo lo stesso stipendio”. Con queste parole Leonardo Bonucci, ora capitano del Milan, ha spiegato i motivi che lo hanno portato a cambiare squadra e indossare la maglia rossonera. Il difensore campione d’Italia sei volte consecutive con la Juventus ha parlato in conferenza stampa dal ritiro della Nazionale a Coverciano, in vista del doppio impegno per le qualificazioni mondiali contro Spagna (sabato 2 settembre allo stadio Bernabeu di Madrid) e Israele (martedì 5 settembre a Reggio Emilia). “Ci voleva coraggio per fare la scelta che ho fatto, ha avuto le palle per prendere questa decisione – ha sottolineato Bonucci -. Mi hanno detto infame traditore mercenario, tre aggettivi pesanti rivolti a uno che ha sempre dato il massimo per la Juventus. C’è stato un momento che mi ha portato a fare valutazioni diverse dal club. Siamo andati d’accordo fino alla fine, poi ho scelto io di andare via. Mi interessa essere ricordato come un vincente: conta la bacheca, le chiacchiere se le porta via il vento”. “Alla Juve  – ha aggiunto il calciatore viterbese – non era Bonucci che faceva la differenza. Se non avessi avuto la fortuna di giocare con Buffon, Barzagli, Chiellini, Dybala, Higuain e tutti loro, avrei potuto fare ben poco”.

Bonucci: “Al Milan sono felice e vedo similitudini con la Juve in cui arrivai” – Il difensore numero 19 ha espresso “grande soddisfazione” per il suo trasferimento a Milano e ha fatto un paragone tra il gruppo dove gioca ora e la sua ex squadra. “Vedo similitudini tra questo Milan e la Juve in cui arrivai, che era reduce dai settimi posti. Ci sono nuovi giocatori e una nuova mentalità e ci sono tutti gli ingredienti per fare una grande annata. E’ un bene essere in Europa League perché il Milan merita scenari europei. Ci dobbiamo concentrare sui tre obiettivi: campionato, Coppa Italia e Europa League”. Bonucci mostra grande serenità e si dice “felice del nuovo percorso e mio figlio Lorenzo lo è ancora di più perché ora può tifare liberamente per il Toro e Belotti. Anzi, spero di riportarlo di nuovo allo stadio. La favorita del campionato comunque resta la Juventus per qualità e Napoli per il gioco siano un gradino sopra tutte le altre, Milan compreso”.

“Al Var va dato del tempo per permettere a tutti di capirlo” – Questo inizio di campionato è stato caratterizzato anche dall’introduzione del Var, Video assistent referee. Si tratta di un’innovazione tecnologica che ha già sollevato le prime polemiche. “Penso che al Var vada dato del tempo – ha affermato Bonucci – per permettere a tutti di capirlo. Siamo all’inizio, è un cambiamento importante e ci dobbiamo abituare noi e anche gli arbitri”.