Si teme che Harvey, l’urugano poi declassato a tempesta tropicale che si è abbattuto sugli Stati Uniti, abbia provocato almeno 12 vittime. Oltre alle cinque persone morte domenica, le autorità americane segnalano una vittima a Rockport, vicino a dove l’uragano ha colpito la notte di venerdì scorso sul Golfo del Messico. E potrebbe esserci altri morti a Galvestone e nei pressi di Houston. Una famiglia di sei persone sarebbe invece deceduta mentre cercava di fuggire dalle inondazioni a bordo di un furgone. Lo hanno riferito all’emittente locale Khou-Tv alcuni parenti, ma non ci sono conferme ufficiali e nessun corpo è stato recuperato finora.

Le vittime sarebbero quattro bambini e i loro nonni. Secondo i testimoni, il mezzo stava attraversando un ponte sulla Green River Road, a Greens Bayou, quando è stato investito dalla furia dell’acqua. Il conducente del veicolo, uno zio dei bambini, è riuscito a fuggire e ad aggrapparsi ad un albero prima che il furgone venisse sommerso. L’uomo avrebbe detto ai nipoti di scappare dalle parte posteriore del veicolo, ma non sarebbero stati in grado di uscire. Le sei persone all’interno erano una donna di 81 anni e suo marito di 84 anni insieme ai quattro nipoti: una ragazza di 16 anni, un ragazzo di 14 anni, un bambino di 8 anni e una bambina di 6.

La tempesta tropicale Harvey continua a imperversare con le sue piogge torrenziali sommergendo città e villaggi nel Texas meridionale. Houston, che con i suoi 6,6 milioni di abitanti è la quarta città più popolosa degli Usa, è totalmente paralizzata da una marea di oltre un metro. E ora tocca anche alla Louisiana, dove Donald Trump ha già dichiarato lo stato di emergenza. Il peggio però deve ancora arrivare, avvisa il servizio meteo federale (Nws), secondo cui il picco delle inondazioni è atteso tra mercoledì e giovedì, quando saranno caduti altri 40-50 cm d’acqua. Finora sono precipitati 40mila miliardi di litri di pioggia e alla fine potrebbero più che raddoppiare.