Il deserto di Atacama, nel Cile settentrionale, è uno dei luoghi più aridi al mondo essendo protetto dall’umidità da due catene montuose, con temperature che oscillano tra gli zero gradi notturni e i 25-30° durante il giorno.

Una tanto zona inospitale e ai margini del mondo che lo scrittore cileno Luis Sepúlveda, nella sua raccolta di racconti Historias Marginales, conosciuto in Italia come Le rose di Atacama, ha trasformato quelle terre nella metafora della straordinarietà di determinate vite, come i fiori che compaiono ad Atacama.

Proprio come in questi giorni, a seguito delle piogge straordinarie, il deserto è tornato a fiorire. Un’esplosione di colori, dal giallo al bianco a un viola intenso ha riempito le lunghe distese solitamente brulle e spoglie.

L’evento insolito si verifica con cadenza quinquennale o settennale, fatta eccezione per l’ultima fioritura del 2015. Atacama è considerato il luogo della Terra più simile a Marte e dimostra che, nonostante la mancanza di acqua e le forti radiazioni ultraviolette, è possibile trovare forme di vita capaci di adattarsi e funzionare con queste condizioni estreme.

Il colore rosa caratteristico del fiore di malva, intervallato dal bianco e dal giallo, ha sostituito, nelle immense distese del deserto, quello della terra bruciata dando vista ad uno spettacolo cromatico “senza precedenti”, così come afferma il direttore del Servizio Nazionale del Turismo Daniel Diaz. “La regione di Atacama è stata punita ma anche benedetta dal fenomeno della fioritura, qualcosa che accade solo dopo le piogge – conclude il direttore – Si tratta di un’esperienza unica e di un’opportunità per documentare le dinamiche dell’ecosistema, per osservare come vivono i fiori e per catalogarli”. La rara fioritura attrae tutte le volte migliaia di turisti – si stima più di 20mila nei prossimi giorni – che, da ogni parte del mondo, accorrono in quelle zone per poter godere di una vista mozzafiato e allo stesse tempo di breve durata. Esattamente come le rose.