Un centinaio di persone hanno preso parte alla commemorazione (ormai tradizionale) dell’anniversario di morte di Ettore Muti, il gerarca fascista di origine ravennate ucciso il 24 agosto del 1943 a Fregene. La celebrazione, che si è svolta all’esterno del cimitero monumentale di Ravenna, davanti al monumento dedicato ai marinai, è stata segnata alla vigilia accese polemiche politiche ed è stata caratterizzata, per la prima volta da quando si tiene (l’anno 1959), dall’assenza delle spoglie di Muti dalla tomba all’interno del cimitero: sono state traslate mesi fa dalla famiglia per evitare pellegrinaggi e polemiche e al momento collocate in luogo mantenuto segreto. Secondo alcuni, potrebbero essere già state sparse in mare: ipotesi alla quale i commemoranti non vogliono credere. La partecipazione alla commemorazione, forse proprio grazie alle polemiche, è stata caratterizzata da una presenza molto più accentuata rispetto agli anni precedenti.

Ieri erano stati i vertici del Pd locale a ribadire l’impegno quotidiano perché “possa definitivamente impedire la rievocazione di un gerarca fascista”. Il sindaco Michele De Pascale aveva invece giudicato “sgradite” le celebrazioni, soprattutto al cimitero “per rispetto dei defunti”. Il Pd, tra l’altro, aveva ricordato la commemorazione di pochi giorni fa dell’eccidio del Ponte dei Martiri del 25 agosto 1944, quando per rappresaglia contro l’uccisione della Brigata Nera Leonida Bedeschi, furono uccisi 12 partigiani tenuti in ostaggio. La responsabile di Forza Nuova, Desideria Raggi, aveva invece confermato: “Ricorderemo Muti nonostante tutto e tutti”, come ogni anno il 27 agosto “ci saremo”.

Così davanti a una presenza massiccia ma discreta di carabinieri, polizia e polizia municipale, verso le 10.20 si è formato un corteo che, a passo lento e caratterizzato dai labari degli arditi d’Italia delle sezioni di Ravenna, Bologna e Comacchio e da vari tricolori, dall’ingresso del cimitero ha raggiunto il monumento dei marinai che si trova a fianco del portocanale e alla base del quale di prima mattina era stata sistemata una lapide con la foto di Muti e un’ampolla di acqua benedetta. Quindi ha preso la parola Oldo Pasi, presidente provinciale dell’Anai, associazione nazionale arditi d’Italia, che, tra le altre cose, ha lamentato il fatto che quest’anno sia stata negata la messa. Non si sono segnalati saluti romani o slogan dal contenuto apologetico. Al termine, sono state lanciate in mare due corone. Gli antagonisti, in totale cinque o sei, hanno seguito il tutto alla distanza, tra i pini oltre il cordone delle forze dell’ordine.