“Sempre dalla parte di chi crea! Contro gli speculatori!”. Se non fosse stato per il tweet di accompagnamento il significato del video postato nei giorni scorsi dal direttore generale di Siae, Gaetano Blandini, sarebbe rimasto oscuro ai più. C’è chi ha ipotizzato un colpo di calore estivo nel tentativo di spiegarsi il perché di un Blandini che, completamente ricoperto di giallo, brandisce una katana sulle note della colonna sonora di Kill Bill. Bang bang (my baby shot me down), bang bang… Qualcun altro ha pensato che Blandini abbia voluto semplicemente vantarsi con i suoi follower: lui ha una vera spada da samurai e, se gli gira, la usa come fosse Uma Thurman.

E mentre ancora uno si chiede il perché di tutto ciò, ecco che il video si chiude con il logo della Siae, la società che difende i diritti d’autore di artisti ed editori. Tutti più tranquilli allora, contro le minacce moderne di secondary ticketing e via dicendo ci pensa il giallo vestito Blandini. “Direttore, bel video! Ma ha pagato la licenza di sincronizzazione per la musica che ha usato?”, gli ha chiesto subito su twitter Davide d’Atri, numero uno della rivale Soundreef. “Senso ironia zero spaccato”, ha ribattuto Blandini. Sarà ironia, sarà passione per Tarantino (prima di approdare in Siae Blandini è stato direttore generale per il Cinema al ministero dei Beni culturali), certo che l’incartamento finale nel rimettere la katana in fodera proprio non ci voleva.