E’ un caso di “nomen omen” quello della Ferrari Portofino: si tratta della nuova Gran Turismo con motore V8 della casa di Maranello. Erede della California T, ne conserva i fondamentali: motore anteriore, trazione posteriore e una conturbante carrozzeria coupé-cabriolet. Come sostengono dalla Ferrari, “per una vettura così versatile, caratterizzata dalla guida all’aria aperta, è stato scelto un nome evocativo, quello di uno dei borghi più belli d’Italia, noto per il suo porto turistico e diventato negli anni in tutto il mondo sinonimo di eleganza, sportività, lusso discreto”. Non si capisce bene quale sia la “sportività” di Portofino, ma sul resto si può concordare. Peraltro “a questa meravigliosa località è stato dedicato anche il colore con cui viene lanciata la nuova Ferrari: il rosso Portofino”.

Disegnata dal Centro Stile Ferrari sotto la supervisione di Flavio Manzoni, la nuova GT si configura come una due volumi “fast-back”. Come su tutte le Rosse, il suo stile risulta da un lavoro sinergico tra designer e reparto Aerodinamica, che ha portato a un’elevata efficienza di tutte le superfici. Davanti figurano gruppi ottici full-LED dallo sviluppo orizzontale, “con un’inedita presa d’aria all’esterno del proiettore che soffia all’interno del passaruota per scaricare i flussi direttamente sulla fiancata, riducendo così la resistenza all’avanzamento”. Riprogettato pure il tetto retrattile in lamiera, più leggero e azionabile anche in movimento a bassa velocità.

La Portofino è stata particolarmente curata anche sotto il profilo del comfort di bordo: quando si viaggia col vento fra i capelli il nuovo wind deflector riduce del 30% il flusso d’aria all’interno dell’abitacolo e previene la rumorosità aerodinamica interna. Il sistema di infotainment deriva invece da quello della GTC4Lusso – si basa su uno schermo touchscreen da 10,2” – da cui sono stati presi in dote anche la console del climatizzatore e il volante. Senza dimenticare i sedili a regolazione elettrica fino a 18 vie, con un nuovo design dello schienale che consente uno spazio aumentato per le gambe dei passeggeri posteriori. Per chi siede accanto al guidatore invece c’è il “passenger display” che visualizza le principali informazioni tachimetriche dell’auto durante la marcia.

Pronta al debutto pubblico presso il Salone di Francoforte del prossimo settembre, la Portofino è un’auto completamente riprogettata rispetto al modello che sostituisce: vanta infatti un telaio completamente nuovo, più leggero e caratterizzato da una superiore rigidezza torsionale. Completamente inedita anche la carrozzeria. Sotto al cofano anteriore c’è un 8 cilindri biturbo di 3.8 litri da 600 Cv di potenza e 760 Nm di coppia motrice: permette alla Portofino di scattare da 0 a 100 all’ora in 3,5 secondi e superare le velocità massima di 320 orari.

Rispetto al modello precedente la potenza è salita di 40 Cv grazie all’adozione di nuovi componenti meccanici e di una taratura dedicata dei software di gestione del propulsore: ci sono nuovi pistoni e bielle, un nuovo impianto di aspirazione e scarico completamente rinnovato. Come si legge nella nota ufficiale del costruttore “il nuovo collettore di scarico monofuso riduce le perdite di carico, elemento fondamentale nel dare al motore Ferrari la caratteristica prontezza di risposta con zero turbo lag”. A combattere il ritardo di risposta al comando dell’acceleratore, tipico dei motori turbo più prestazionali, ci pensa pure il Variable Boost Management, un sistema che eroga la coppia motrice in funzione del rapporto della marcia innestata: consente di aumentare le accelerazioni in tutti rapporti, ottimizzando allo stesso tempo i consumi.

Il Presidente della Ferrari, Sergio Marchionne, non ha mai nascosto il suo scetticismo sulle California di prima e seconda generazione: vetture belle e ben fatte ma non esaltanti come ci si aspetta da una Ferrari, perlomeno non a livello dinamico. Ecco perché i tecnici di Maranello assicurano che la “dinamica veicolo” della nuova Portofino sia totalmente riconcepita e benefici ora del differenziale posteriore elettronico di terza generazione (E-Diff3) integrato con il sistema F1-Trac, che “migliora sia il grip meccanico che il controllo della vettura al limite”. Nuovo anche il servosterzo elettrico, collegato a un comando reso più diretto. Ci sono pure le sospensioni magnetoreologiche (SCM-E) dotate della tecnologia “dual-coil”: riducono il rollio e, al contempo, migliorano l’assorbimento delle asperità stradali.