Fra tante immagini della strage di Barcellona ce n’è una che forse più di altre sintetizza, come un logo involontario, l’incubo che stiamo vivendo. Si tratta di quella registrata da una telecamera del “Museo dell’Erotica”: sotto la gonna svolazzante di una statua di Marylin Monroe affacciata a una finestra, la gente fugge impazzita davanti al furgone che sta lasciando sulle Ramblas una scia di sangue lunga 500 metri.

E colpisce vedere gli sguardi dei visitatori che, un istante prima osservano divertiti i reperti più o meno pepati dell’ars amandi, essere poi risucchiati all’improvviso verso il basso, verso la strada dove avviene il massacro.

Impossibile non pensare che quel “Museo dell’Erotica”, che in Italia susciterebbe gli strali di Giovanardi o di qualche Teocon della nuova destra, è uno dei simboli – come Charlie Hebdo in Francia – di quelle libertà che rendono l’Europa meravigliosa per noi e insopportabile per i pii assassini del Califfato, forgiati con una dieta a base di astinenza, Corano, calcio e pasta.

Il problema è che il movimento sunnita ultraconservatore noto come Wahabismo, ultimo fantasma che si aggira falciando vite per l’Europa, è stato diffuso a piene mani per decenni da uno dei presunti alleati dell’Occidente, l’Arabia Saudita, e, forse, come il fascismo o il nazismo, andrebbe messo fuori legge. Per proteggere tutti, ma soprattutto i musulmani le prime vittime del fascismo islamico.