Non ha ancora compiuto 18 anni ed è ancora in fuga il presunto autore materiale dell’attentato di ieri a Barcellona, costato finora la vita a 14 persone. Si chiama Moussa Oukabir, ha origini marocchine ed era alla guida del furgone che ha travolto decine di persone sulle Ramblas. Lo aveva noleggiato usando i documenti del fratello Driss Oukabir, arrestato ieri a Ripoll dopo che si era presentato alla stazione di polizia per denunciare il furto del passaporto e spiegare che al momento dell’attacco si trovava nella cittadina a 100 chilometri dal capoluogo della Catalogna. Ritrovato sul van bianco usato per la strage. La polizia spagnola, secondo la stampa locale, è arrivata a queste conclusioni nella notte, dopo aver verificato la storia raccontata da Driss.

Moussa, scrive El Mundo citando fonti di polizia, è riuscito a fuggire dal luogo dell’attacco con il volto semicoperto da un berretto. Sarebbe armato e viene considerato pericoloso. Forse è proprio lui che nella notte ha forzato un posto di blocco, ferendo un poliziotto e fuggendo poi a piedi. Nell’auto è stato trovato il cadavere del proprietario ucciso a coltellate. Tre suoi presunti complici sono stati arrestati. Non è ancora chiaro se il ragazzo, che diventerà maggiorenne a ottobre, abbia noleggiato a Santa Perpetua de la Mogoda anche il secondo furgone, ritrovato in serata a Vic, a nord del capoluogo catalano. Gli investigatori, scrive La Vanguardia, ipotizzano che gli attentatori intendessero riempirlo con le bombole di gas esplose nell’appartamento di Alcanar nella notte tra mercoledì e giovedì per rendere più micidiale un eventuale secondo attacco. Mercoledì nell’esplosione era morto un uomo mentre un altro, rimasto ferito, è stato arrestato dalla polizia.

Il quotidiano catalano La Vanguardia, secondo cui era tornato in Spagna dal Marocco il 13 agosto, dà conto di uno scambio di battute che lo ha visto protagonista due anni fa sul social network di domande e risposte Kiwi. Alla domanda “Che cosa faresti nel tuo primo giorno da re assoluto del mondo?”, aveva risposto “Uccidere tutti gli infedeli e lasciare solo i musulmani che seguono la religione”. E a “dove vorresti vivere?” aveva replicato: “Nel Vaticano”. Segnali del fatto che già all’epoca, probabilmente, era radicalizzato. Secondo i media spagnoli Moussa rischia al massimo dieci anni di reclusione in un centro per minori e un periodo di libertà vigilata complementare, visto che raggiungerà la maggiore età il 18 ottobre.

L’account facebook di Moussa è stato cancellato dal social network. Driss Oukabir, che il sindaco di Ripoll ha definito “persona ben conosciuta nella località”, ieri sera ha invece chiuso il proprio dopo aver ricevuto insulti e minacce. Sui social usava il soprannome di “faina“, che è anche il nome di un noto rapper francese di origini marocchine. I due fratelli erano registrati al consolato marocchino di Girona e, secondo quanto confermato da fonti ufficiali marocchine, avevano doppia nazionalità, marocchina e spagnola. Al momento non è noto se i due siano nati in Marocco o in Spagna, anche se è certo che da molti anni vivessero in Catalogna.