Dopo le proteste dei sindaci delle aree terremotate, il ministero dello Sviluppo “chiarisce” che l’esenzione biennale da tasse e contributi per le imprese colpite non sarà spalmata su tre anni. Ogni azienda potrà beneficiarne “nella misura del 100% per ogni singola annualità”. La risposta alle accuse del primo cittadino di Amatrice Sergio Pirozzi e di quello di Arquata Aleandro Petrucci è arrivata con un comunicato diffuso mercoledì sera, dopo un incontro con il commissario alla ricostruzione Vasco Errani. Resta il paradosso per cui gli imprenditori che avviano una nuova attività in uno dei 140 Comuni del cratere avranno gli stessi benefici senza dover dimostrare, requisito richiesto invece alle imprese locali, di aver subito un calo del fatturato del 25 per cento.

“Facendo seguito ai numerosi interventi che negli ultimi giorni hanno posto dubbi sulla struttura delle misure dirette a garantire, nelle zone del sisma del centro Italia, l’esenzione da tasse e contributi”, si legge, “si conferma che la fruizione dei benefici previsti dalla normativa potrà avvenire, per ciascun destinatario, nella misura del 100% per ogni singola annualità. Le percentuali indicate nell’articolo 10 della circolare Mise 4 agosto 2017 costituiscono limiti complessivi di copertura come previsti dalla norma e non già limiti di fruizione individuale. Il Mise provvederà ad integrare l’art 10 con i contenuti della presente nota a fini di maggiore chiarezza”. L’articolo 10 del comunicato diffuso il 4 agosto dice che “i soggetti beneficiari possono fruire dell’importo dell’agevolazione concessa nelle seguenti misure: per il 39% dell’importo dell’agevolazione concessa, nel corso dell’anno 2017; per il 33% dell’importo dell’agevolazione concessa, nel corso dell’anno 2018; per il 28% dell’importo dell’agevolazione concessa, nel corso dell’anno 2019“. Cosa che aveva fatto dire a Pirozzi che “non di un’esenzione si tratta ma di uno sconto del 39, 33 e 28%”.

Intanto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del ministro del Lavoro che prevede per gli abitanti delle zone terremotate condizioni più agevoli di accesso al Sostegno per l’inclusione attiva (Sia), la misura temporanea di contrasto alla povertà che il governo ha lanciato nella seconda parte del 2016 come “ponte” verso il Reddito di inclusione che sarà in vigore dal gennaio 2018. In tutta Italia il Sia è attualmente riservato ai nuclei familiari con Isee inferiore a 3.000 euro e in particolari condizioni di bisogno (presenza di figli minorenni o disabili o di donne in stato di gravidanza). Per le famiglie residenti nei comuni del cratere da almeno due anni al momento degli eventi sismici, il Sia sarà riconosciuto sulla base del solo Isee e con una soglia doppia rispetto al resto del paese: 6.000 euro. Particolari deduzioni sono previste nel caso in cui il nucleo familiare sia proprietario di immobili distrutti dal sisma o dichiarati inagibili o soggetti a provvedimenti temporanei di esproprio: per la richiesta del Sia tali immobili non rileveranno a fini Isee. Il sostegno durerà dodici mesi e potrà essere richiesto a partire dal 2 settembre e fino al 31 ottobre. L’ammontare arriva a un massimo di 400 euro mensili per nuclei di 5 o più persone, incrementati di 80 euro in caso di genitore solo.