È morta a soli 39 anni, forse per una overdose di farmaci, l’artista Chiara Fumai, uno dei nomi più importanti della nuova scena artistica internazionale. Nata a Roma da padre pugliese, si è laureata al Politecnico di Milano e ha studiato Teoria dell’Arte al Dutch Art Institute di Arnhem (dove è stata anche visiting professor). È stata protagonista di numerose personali al MACRO Testaccio e al MAXXI di Roma e ha partecipato a mostre e performance di livello internazionale come dOOCUMENTA nel 2012, al Jeu de Paume di Parigi e allo Studio Voltaire di Londra.

Il corpo senza vita della Fumai è stato trovato nella galleria Doppelgaenger e, come scrive la critica d’arte Antonella Marino sull’edizione pugliese di Repubblica.it, “da qualche tempo i fantasmi che popolavano le sue potentissime performance, quei personaggi a cui lei dava voce con efficacia sorprendente, sembravano essere affiorati, irrompendo dalla storicità visionaria del mondo da cui li aveva pescati nella realtà vera dei suoi incubi quotidiani”. Sui social network, intanto, amici ed estimatori stanno ricordando la figura di Chiara Fumai con messaggi affettuosi ma anche addolorati per una grave perdita artistica oltre che umana.