Come ogni anno, il 16 agosto è il giorno del Palio di Siena, precisamente quello dedicato alla Madonna Assunta, il secondo dell’anno dopo quello del 2 luglio della Madonna di Provenzano. Ma quando nasce uno degli eventi più longevi e seguiti d’Italia? Quante e quali sono le contrade che partecipano? Come si assegnano i cavalli? Chi ha vinto più volte nella storia? Ecco una guida per conoscere regole, storia e curiosità del Palio di Siena.

LA STORIA
Le prime notizie ufficiali relative al Palio sono datate 1238, con un documento di “giustizia paliesca”, e precisamente una pena pecuniaria inflitta a Ristoro di Bruno Ciguarde, colpevole di non aver “preso il porco”, cioè il premio-sfottò che per regolamento doveva andare all’ultimo classificato. Le Contrade allora erano molto più numerose rispetto a quelle attuali e solo dopo la peste del 1347 si ridussero a 42. E se i primi Palii erano corsi dai nobili, la situazione cambiò quando i signori smisero di combattere le guerre, delegate ai mercenari, fino a quando anche il Palio vide come protagonista il popolo senese. All’inizio del Seicento, il Palio si trasferì gradualmente in Piazza del Campo (prima si svolgeva attraverso la città fino all’arrivo in Piazza del Duomo), e il primo palio corso “alla tonda” nella splendida piazza senese sembra risalire al 1633. Negli stessi anni si definiva il ruolo del fantino, sempre più centrale nel rituale della corsa: considerati mercenari, i fantini avevano un compenso fisso e in più avevano il permesso di questuare per le vie della contrada, una tradizione durata fino agli anni Sessanta del Novecento con il leggendario Aceto. I cavalli vennero assegnati per sorteggio dal Palio di luglio del 1676, mentre è di vent’anni prima la decisione di correre “alla bisdossa”, cioè senza sella. L’assegnazione per sorteggio, chiamata “tratta”, avveniva fuori le mura dopo una corsa di prova. L’animale che arrivava per primo veniva scartato, così come l’ultimo.

L’idea di correre due volte l’anno è del 1701, quando la Contrada dell’Oca, vincitrice del palio di luglio, chiese di rimettere in palio la vincita, pagando le spese per un’altra corsa il 16 agosto in occasione della festa dell’Assunta. La città di Siena si accollò i costi di questa seconda gara solo a partire dal 1802. Il regolamento moderno del Palio di Siena è del maggio 1721, mentre nel 1729 arrivò la nuova suddivisione dei confini delle contrade, visto che fino a quel momento non c’era una norma scritta e spuntavano di continuo contenziosi su numero di contrade e loro confini territoriali. L’Ottocento è segnato da altri due provvedimenti fondamentali: uno cercava di evitare le zuffe tra fantini, frequenti fino a quel momento con arresti e scontri quasi per uccidersi l’un l’altro; l’altro, invece, decretava che il drappo di velluto cremisi da 110 talleri, premio per il palio “alla lunga” di agosto, si dividesse in uno da 70 talleri per il vincitore del Palio “alla lunga” e un altro da 40 per il vincitore del Palio “alla tonda”. Il numero definitivo e le insegne delle Contrade trovarono un assetto finale solo dopo l’Unità d’Italia, ma è interessante ricordare come la contrada dell’Aquila, anche durante il Risorgimento, continuasse a esporre il vessillo asburgico dell’Aquila Bicipite, attirandosi i fischi della piazza filo-unitaria.

Nel Novecento, il Palio venne sospeso dal 1915 al 1918, a causa della Prima Guerra Mondiale, mentre negli anni del Fascismo, il regime volle appropriarsi dell’organizzazione dell’evento attraverso l’Opera Nazionale Dopolavoro, e nel luglio 1936, per celebrare la vittoria della guerra d’Etiopia, il Palio divenne “dell’Impero”. Altra sospensione per la Seconda Guerra Mondiale, ma il 20 agosto 1945 fu corso il Palio straordinario “della Pace”, passato alla storia, però, per una delle più grandi risse mai avvenute in piazza del Campo.