Pochi giorni fa era pronto a “cancellare gli Usa dalla faccia della terra”, iniziando con un attacco contro l’isola di Guam “a metà agosto”. Ora il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, ci ripensa. E fa sapere che prima di mettere in pratica le minacce guarderà “un altro po’ il folle e stupido comportamento degli yankee”, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana Kcna citata dai media internazionali.

“Per disinnescare le tensioni e prevenire il pericoloso conflitto militare nella penisola coreana”, aggiunge però il dittatore, “è necessario che gli Stati Uniti facciano innanzitutto scelte adeguate e le traducano in azioni, in quanto hanno compiuto una provocazione con l’introduzione di enormi attrezzature strategiche nucleari in prossimità della penisola”. Il leader nordcoreano ha parlato durante un’ispezione al comando della Forza strategica a capo delle unità missilistiche della Corea del Nord, durante la quale è stato messo al corrente sui dettagli del piano di lancio missili verso Guam. Kim “ha esaminato il progetto per lungo tempo” e “ha discusso” con gli ufficiali del comando, spiega la Kcna, aggiungendo ovviamente che le forze armate di Pyongyang sono pronte a lanciare i missili in qualsiasi momento.

Il presidente della Corea del Sud Moon Jae-in, in attesa della scadenza dell’ultimatum, aveva detto che Seoul cercherà di prevenire la guerra in tutti i modi e che in ogni caso “l’azione militare sulla penisola coreana può essere decisa solo dalla Corea del Sud”. Il premier nipponico Shinzo Abe ha affermato di aver concordato con il presidente americano Trump che “prevenire il possibile lancio dei missili” da parte di Pyongyang sul territorio americano “sia la cosa più importante”.

Intanto la Cina ha annunciato una nuova stretta alle importazioni dalla Corea del Nord: le misure mettono al bando beni come il ferro, semilavorato e grezzo, il piombo e i frutti di mare. La decisione punta a rendere fattuali in 30 giorni le altre sanzioni votate il 5 agosto dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu in risposta ai due test con missili balistici intercontinentali fatti a luglio: le dogane cinesi vieteranno l’importazione a mezzanotte del 5 settembre. Lo scopo della risoluzione è colpire un terzo dell’export annuale della Corea del Nord, di 3 miliardi di dollari, vitale per la raccolta di valuta estera.