Punto forte della campagna elettorale di Virginia Raggi, la ciclabilità a Roma non sembra ancora aver preso il volo, in un contesto in cui mobilità e sicurezza, trasporti e spostamenti, restano in forte crisi.

Abbiamo pedalato da Piazza di Porta Metronia, a due passi da San Giovanni, dove una ragazza di 16 anni, Alice, è stata uccisa sulle strisce pedonali, fino alla sede della Regione Lazio sulla Cristoforo Colombo. Qui un ciclista, Gianfilippo, è stato investito mentre passava col verde lungo la ciclabile. In mezzo, quella che l’associazione Salvaiciclisti Roma definisce la “ciclabile più demenziale d’Europa”. Un percorso “ricavato sul marciapiede” a via Druso, che si interrompe immediatamente causa lavori iniziati moto tempo fa per un muro pericolante. 

“Lavori che non si sa a chi siano in capo, se al Comune o alla proprietà”, commenta Sandro Calmanti, presidente di Salvaiciclisti Roma. “Con le ciclabili è sempre così: poiché sono ricavate in spazi di confine, in modo da non disturbare la strada, non si capisce mai chi ne abbia la competenza”. Già, perché a un certo punto l’Europa “stava per abbattersi con delle sanzioni su Roma per l’assenza di percorsi ciclabili. La risposta che è stata data è stata quella di trasformare i marciapiedi in spazi per le due ruote, o conteggiare le strade nei parchi e il lungotevere”. 

Con risultati che spesso presentano seri problemi di sicurezza, come la ciclabile della Cristoforo Colombo. “Come tutte le ciclabili passate e future – accadrà lo stesso con la Nomentana – è ricavata sul lavo della città dove non ci sono negozi, case o bar: a dimostrazione del fatto che la bicicletta non viene considerata mezzo di trasporto come gli altri, ma al massimo divertimento turistico”, dice Sandro. E poi: terreno dissestato, radici che emergono dall’asfalto, pavimentazione di epoca romana dissestata, incroci pericolosi. Fino a quello con via Genocchi, dove una bicicletta bianca oggi ricorda Gianfilippo Marini: sono dovuti intervenire i Vigili del Fuoco per estrarlo da sotto l’autobus che lo aveva travolto mentre passava con il verde. “Le strade di Roma sono pericolose per tutti: ciclisti, pedoni, macchine”, conclude Calmanti. “Un consiglio? Pedalare al centro della carreggiata. È in aperto contrasto con le prescrizioni del Codice della Strada e risulta fastidioso per gli automobilisti, ma permette di restare a distanza dalle auto e dagli sportelli che possono aprirsi improvvisamente. E di rendersi visibile. Suonano il clacson? Perfetto, vuol dire che mi hanno visto”.

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