La sua vicenda, quando ancora si chiamava Bradley, ha occupato per anni le prime pagine dei giornali di tutto il mondo: i documenti riservati sulle operazioni americane in Iraq consegnati a WikiLeaks, l’arresto, il processo e la condanna a 35 anni di carcere. Poi, durante la detenzione, l’annuncio di voler intraprendere un cammino di transizione di genere fino a diventare Chelsea Manning. Il 17 gennaio di quest’anno, tre giorni prima di fare posto a Donald Trump alla Casa Bianca, Barack Obama aveva deciso di commutare la condanna, riducendo drasticamente la durata fino alla scarcerazione definitiva del 17 maggio.

E a suggellare la nuova vita di Chelsea Manning, adesso arriva persino la consacrazione di un servizio fotografico firmato Annie Leibovitz per Vogue, corredato da un lungo articolo. In uno degli scatti del servizio, che la Manning ha condiviso sul suo profilo Instagram, l’ex analista dell’intelligence americana è in spiaggia, fasciata da un costume intero rosso, con un sorriso aperto e un’aria decisamente più felice e rilassata rispetto al passato: “Credo che questa sia la libertà”, recita la didascalia.
E il titolo dell’articolo di Vogue è ancora più eloquente: “Chelsea Manning ha cambiato il corso della storia. Ora si sta concentrando su se stessa”. Nel lungo pezzo firmato da Nathan Heller ci sono le mille sfumature di una donna ritrovata, di una libertà riconquistata in maniera inaspettata: “Non vivo nella paura, sono felice di essere libera e di poter andare in giro”. Una felicità, quella di Chelsea Manning, fatta di piccole cose e che le foto di Annie Leibovitz sembrano aver colto alla perfezione.