Dal terremoto in Abruzzo alla rimozione della Concordia, dall’alluvione di Messina al Giubileo 20o0. Fabrizio Curcio è sempre stato l’uomo delle emergenze e quando due anni fa era stato nominato capo della Protezione Civile in molti avevano pensato che fosse l’uomo giusto al posto giusto. Oggi Curcio ha lasciato l’incarico per motivi strettamente personali. Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha ricevuto una lettera nella quale l’alto funzionario ha chiesto di poter essere sollevato dall’incarico attualmente ricoperto. Il premier ha quindi indicato in Angelo Borrelli, vice di Curcio, come nuovo responsabile del Dipartimento. Il Presidente del Consiglio ha ringraziato Curcio per il lavoro svolto in questi anni, “con una dedizione, una passione, una energia e una competenza straordinarie”. A Borrelli “i migliori auguri di buon lavoro da parte del Presidente del Consiglio per le sfide e le responsabilità che lo attendono”.

“Ringrazio, anche per l’appoggio nei miei confronti in questo momento, il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, che, al suo insediamento, ha deciso di confermarmi nel ruolo di vertice del dipartimento della Protezione civile dove mi aveva designato il presidente Renzi – si legge nella lettera – . Sono stati due anni e mezzo intensi, complicati ed entusiasmanti insieme – aggiunge Curcio – due anni e mezzo che ho vissuto accanto a donne e uomini straordinari, che oggi voglio ringraziare anche pubblicamente, donne e uomini che quotidianamente vivono e rendono vivo, sempre operativo, sempre a servizio delle comunità e del territorio, il dipartimento della Protezione civile, una struttura incredibile alla quale auguro un grande in bocca al lupo per il futuro, certo che Angelo Borrelli, che avrà il compito di guidarla, saprà valorizzarne le potenzialità e rafforzarne le capacità“.

Curcio era stato nominato capo della Protezione Civile il 3 aprile 2015 per la sua perfetta conoscenza della complessa macchina del Dipartimento che deve entrare in campo nelle situazioni di emergenza. Ex vigile del fuoco, Curcio è stato un apprezzatissimo direttore dell’Ufficio Emergenze e uomo vicinissimo a Franco Gabrielli. Il decreto con la sua nomina era stato firmato dall’allora premier Matteo Renzi. Curcio, 52 anni, laureato in Ingegneria e negli anni ha conseguito anche un master in crisis management.

L’esperienza con le emergenze italiane era iniziata da funzionario dei vigili del fuoco: con loro ha fatto parte della colonna veneta intervenuta nel terremoto di Marche e Umbria. E sempre da funzionario del Corpo ha coordinato i vigili del fuoco impegnati nel Giubileo del 2000 e quelli impegnati a Pratica di Mare per il vertice Nato-Russia del 2002. Distaccato presso la presidenza del Consiglio, Curcio era arrivato alla Protezione Civile nel 2007, chiamato da Bertolaso a dirigere la segreteria. È l’anno dopo che diventa il capo delle emergenze e da quel momento è sempre presente nelle situazioni di emergenza: a Messina per l’alluvione con oltre trenta morti ed in sala operativa la notte del terremoto de L’Aquila. Nel capoluogo abruzzese resterà per mesi, a coordinare gli interventi di soccorso. E poi ancora le alluvioni in Liguria e Toscana, il terremoto in Emilia, le centinaia di emergenze quotidiane fino alla rimozione della Concordia, dove è stato capo della struttura di missione.