È stato trovato morto nel suo camper, a Milano, dove viveva da tempo Mario Santilli, chef pluristellato e amato dai vip. E’ stato stroncato da un infarto all’età di 49 anni. Nato in Svizzera ma cittadino del mondo, Mario aveva trovato fortuna e fama in India, a Pune in particolare, dove aveva aperto “La dolce vita”, il migliore ristorante italiano della città, premiato con cinque stelle. La sua cucina era frequentata da volti celebri del cinema e da politici indiani e italiani, come Kabir Bedi (attore di Sandokan) o l’allora viceministro Stefano Stefani.

Nel 2008, tuttavia, Santilli era stato costretto a tornare in Italia con la famiglia a seguito del fallimento del locale e all’incendio della sua abitazione entrambi dovuti, come lui stesso aveva raccontato al blogger Giovanni Pizzocchia e come riporta il Corriere della Sera, all’intromissione della “mafia indiana”. Ripartire da zero e tornare nuovamente ad arrangiarsi. Prima a Prato, dove Mario si era trasferito e faceva i mercati, poi di nuovo in giro per l’Italia con pochi soldi e a bordo del camper, targato Genova, fino a Milano. Faceva il volontario alla Croce Rossa di Novegro. Quando poteva e quando riusciva.

Spesso, infatti, era lui ad aver bisogno di aiuto. La droga, l’eroina, si erano trasformati in un rifugio, esattamente come quel camper vecchio di quarant’anni. Al Sert di via Conca del Naviglio aveva conosciuto Daniela e ne aveva fatto la sua amica più cara, avvicinati e accomunati dagli stessi problemi. È stata lei a ritrovarlo senza vita, alle undici di sera, immobile in quella stessa posizione in cui lo aveva trovato la mattina, quando era passata a trovarlo e pensava stesse dormendo. Dopo l’autopsia la salma sarà affidata ai parenti, una sorella, sfollata dal terremoto, che vive ancora vicino all’Aquila, e un fratello.