Anni fa alcuni intellettuali pacifisti coniarono l’espressione “sterminismo” per indicare una tendenza purtroppo intrinseca alle società contemporanea, quella verso la morte di massa provocata in modo volontario e pianificato da parte di enti di governo. Originariamente riferita all’ipotesi di guerra nucleare o a quella dei genocidi, compreso l’Olocausto, tale prospettiva può trovare applicazione anche in altri contesti ancora più drammaticamente attuali. Ad esempio a quella delle migrazioni di massa che hanno visto quest’anno già oltre duemila morti per annegamenti nel solo Mediterraneo.

Si tratta del resto di atteggiamento mentale che si va diffondendo, in particolare nella nostra pessima classe politica. Guardate ad esempio quello che ha avuto il coraggio di dichiarare il senatore Pd Stefano Esposito, noto finora più che altro per la sua accanita campagna a favore dell’Alta velocità Torino-Lione, reso almeno parzialmente orfano dell’obbrobrioso progetto cui aveva dedicato buona parte della sua vita dalle giustificate titubanze del governo francese, Esposito ha pensato bene di riciclarsi in funzione anti-Ong, cavalcando maldestramente lo spirito anti-immigrazione che i media si affannano a pompare, da pasdaran avvezzo ad annusare l’aria che tira e a fare propri i peggiori umori dell’opinione pubblica seguendo l’esempio del suo capo supremo, quel Renzi che ha fatto proprio (e rivendicato) lo storico slogan della Lega Nord (“Aiutamoli a casa loro“).

Nella frenesia di fare di meglio e di più per rendersi bene accetto dal capo e mostrare ancora una volta il suo carattere servizievole (le elezioni si avvicinano e la competizione fra i renzianissimi, data la prevedibile riduzione dei seggi a disposizione, dovrebbe essere molto più accanita del solito), Esposito ha rilanciato, accusando le Ong di “estremismo umanitario” e dicendo testualmente che “salvare le vite è un lusso che non possiamo permetterci”.

Nemmeno il leader leghista Matteo Salvini si era spinto a tanto. Mai si erano sentite parole più spudoratamente chiare. Nel suo zelo di meglio servire il suo padrone, Esposito scoperchia la totale assenza di ideali e di morale che caratterizza la nostra classe politica di governo. Quella della “difesa della vita” è, del resto, sempre stata una retorica priva di sostanza. Ben sappiamo che nella nostra società quello che conta non è la vita degli esseri umani, ma la riproduzione del capitale, freddo mostro cui sono sacrificate tutte le nostre esistenze. Eppure mai si era arrivati a simili livelli di esplicito disprezzo della vita umana da parte di un esponente, seppure di secondo se non terzo piano, della classe politica in servizio attivo permanente.

Queste parole agghiaccianti che ben potrebbero rientrare in qualche raccolta del pensiero razzista di tutti i tempi, hanno peraltro il pregio di gettare una luce veritiera sulla ribellione di molte Ong alla pretesa del governo di trasformarle in proprie appendici funzionali. Sarà bene fare chiarezza al riguardo denunciando le solite mistificazioni della stampa secondo la quale le Ong vorrebbero sottrarsi a ogni tipo di Codice di condotta. Leggendo la lettera che Medici senza frontiere ha scritto al ministro dell’Interno Marco Minniti ci si accorge facilmente che non è affatto questo il punto, bensì che, premesso che “l’impegno di Msf e delle altre organizzazioni umanitarie nelle attività di ricerca e soccorso (Sar) mira anzitutto a colmare un vuoto di responsabilità lasciato dai governi”, “per la formulazione ancora poco chiara di alcune parti, il Codice rischia, nella sua attuazione pratica, di contribuire a ridurre l’efficienza e la capacità di quel sistema”. Qui Msf fa riferimento in particolare al divieto di trasbordo dei migranti su altre navi e all’obbligo di presenza di poliziotti armati sulle proprie imbarcazioni. La polizia ben può e anzi deve indagare sui reati, compresi ovviamente quegli degli scafisti, ma il suo compito deve essere accuratamente distinto da quello di carattere umanitario cui si dedicano le Ong, che va preservato e anzi sostenuto per rafforzarlo.

E’ ovvio che il clima di ostilità nei confronti delle Ong montato dalla stampa provocherà una diminuzione dell’efficacia dei soccorsi e quindi un aumento delle morti in mare. Alla realizzazione di tale scopo concorre anche chi, come in senatore Esposito, ha coniato un ossimoro senza senso come “estremismo umanitario” e ha dichiarato che salvare le vite è un lusso che non ci possiamo permettere. Gli sterministi dell’occidente hanno parlato, sta ora alla società civile combatterli e sconfiggerli nel nome dell’unica cosa che vale la pena di salvare e promuovere, che è la vita umana in tutte le sue manifestazioni. Alla faccia di questi biechi funzionari al servizio del sistema e della sua logica di morte.