di Carblogger

Sotto l’ombrellone sento un dling che mi distrae: “Citroën Italia mette in Parco stampa – cioè nell’area riservata ai giornalisti – una Dyane a disposizione da guidare”. Accidenti, che idea. Nulla che sia all’ultimo grido o in vendita a saldo, “solo” un po’ di storia che serva (credo) a sottolineare identità nel momento in cui la marca francese sta cercando un nuovo posizionamento in un mercato in veloce trasformazione.

Ora, molti lettori non sanno nemmeno cos’è una Citroën Dyane, certo non la più celebre delle auto che hanno fatto il Novecento.  E’ apparsa nel 1967 come erede della Citroën 2Cv, cinque porte, lunga 3,87 metri, così diversa dalle nostre Fiat e Lancia di allora. Un’auto molto da studenti, mi viene da dire oggi, anche se 50 anni fa molti studenti erano attenti ad altro: eravamo giusto un anno prima del maggio 1968 e tre anni dopo la rivolta di Berkeley.

Per motivi anagrafici, non so nulla del lancio commerciale della piccola Citroën (né ero in grado di prepararmi a battagliare a Valle Giulia), ma di questa macchina ho un bel ricordo, come di tutte le Citroën arrivate fino agli anni 70 e 80, finché nei 90 la marca spense la luce per circa un decennio. Per intenderci, parlo dei modelli Ds, 2Cv, Mehari e poi di Gs e Cx e Bx (enfin).

Solo molti anni dopo il 1967 mi è capitato di guidare una Dyane, oltre che la 2CV, molto più fortunata a livello di fama, ma mi sono sempre schierato per la prima. Al punto anche di desiderarne una usata giallo pallido targata TO, cui dovetti rinunciare per una Fiat 500 rossa (che a me sembrò comunque una Ferrari).

Guidare una Dyane era stata – e credo che ancora sia – una emozione in tutti i sensi: il bofonchiare unico del bicilindrico, la potenza inesistente che in salita cominciavi a sudare, il cambio infilzato nella plancia con pallina finale sulla leva e con marce da cercare, le sospensioni che a ogni curva erano un inchino a terra della carrozzeria. Senza mai ribaltarsi. E un tetto in tela così lungo che faceva sognare le immense cabrio americane sul Malecon de l’Avana viste su un libro (un po’ di fantasia al potere…).

Insomma, Citroën Italia ci ha informato con un dling che nel parco stampa nella sua sede di Milano ha messo una Dyane del 1978 perfettamente restaurata, di colore Rouge geranium (le Dyane più diffuse erano arancione, gialla o verde, secondo me). Prima o poi gli telefono.

Ps: per una volta, in cambio di un po’ di cultura e memoria, copio e incollo qui il link di comunicato stampa e video: ci sono il restauro e il progetto.

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