Virginia Raggi questa volta la spunta. Nell’eterno duello tra il Comune e i centurioni, l’ultimo punto lo porta a casa l’amministrazione capitolina. Il Tar del Lazio ha validato l’ultima ordinanza con la quale la sindaca vietava la presenza dei “soggetti in abbigliamento storico” nelle strade del centro della Capitale. Niente più soldi in cambio di selfie, foto o video.

Virginia Raggi qualche settimana fa aveva disposto “il divieto di qualsiasi attività che preveda la disponibilità ad essere ritratto come soggetto in abbigliamento storico (ad esempio come centurioni) in fotografie o filmati, dietro corrispettivo in denaro”. La nuova ordinanza, valida fino al 31 ottobre 2017, impedisce ai personaggi di attuare il loro business in “tutto il territorio incluso nel perimetro riconosciuto come sito dell’Unesco, in sostanza il centro storico”. Pena, una sanzione amministrativa di 400 euro. Lo scopo è quello di “garantire ai turisti e alla cittadinanza la fruibilità e la vivibilità dei beni culturali, assicurando decoro e sicurezza”.

La vittoria della sindaca di Roma arriva dopo altri tentativi, compreso quello del prefetto Francesco Paolo Tronca, di porre fine alla presenza dei centurioni. L’ultimo dello scorso aprile era stato bloccato sempre dal Tar del Lazio che aveva accolto i ricorsi contro le ordinanze della sindaca M5s: secondo il tribunale infatti, non esistevano i requisiti di urgenza.

Questa volta il Tar del Lazio ha dato ragione alla sindaca e ha respinto la richiesta di alcuni centurioni capitolini di sospendere l’ordinanza sindacale. Virginia Raggi festeggia il risultato con un tweet: “vince la legalità”.

Ma i centurioni non ci stanno e promettono battaglia legale annunciando ricorso al Consiglio di Stato. “L’ordinanza emanata oggi dal Tar del Lazio è illegittima”, spiega Enrico Lubrano, l’avvocato dei dieci centurioni che hanno presentato ricorso al Tar. Nel provvedimento i giudici amministrativi spiegano che “dovendosi ritenere presente una situazione di imminente pericolo per il patrimonio culturale, storico, artistico della città”, l’ordinanza trova una sua giustificazione. Plaude alla decisione del Tar anche il Codacons che, però, punta il dito contro la mancata applicazione di un’altra ordinanza della Raggi a tutela della città, quella contro i bivacchi nelle fontane storiche.