Se non fosse un tema terribilmente serio, ci sarebbe da ridere a crepapelle. Ma l’epic fail di un gruppo Facebook anti-immigrati in Norvegia (in Italia segnalato da Giornalettismo) è davvero clamoroso. Il gruppo, che ha quasi 13mila fan su Facebook, è balzato agli “onori” della cronaca perché, come segnala The Local, sito norvegese di news in inglese, molti suoi membri hanno visto in una serie di sedili vuoti su un autobus, altrettante donne musulmane coperte dalla testa ai piedi. Un utente ha pensato bene di postare la foto nel gruppo con il semplice messaggio “Cosa pensa la gente di questo?”. Poi sono arrivati i tanti commenti di chi, preoccupato, ha parlato di scena “spaventosa”, “tragica”, “agghiacciante”, fino ad arrivare alla solita conclusione dell’islamificazione del Paese scandinavo.

È spaventoso, andrebbero espulse – ha scritto qualcuno – Non si può mai sapere chi si nasconde lì sotto. Potrebbero essere terroristi armati”. E invece no, trattavasi semplicemente di sedili vuoti, non di donne in burqa o, peggio, pericolosi terroristi. “Pensavo sarebbe successo nel 2050 – ha aggiunto qualcun altro – ma sta succedendo adesso!”. Fedrelandet Viktigs (“Prima la patria!”, in una traduzione sommaria) è un gruppo chiuso, ma l’utente Sindre Beyer ha pubblicato gli screenshot delle reazioni allarmate degli utenti provocando l’effetto virale che ha portato gli anti-immigrati norvegesi a essere sfottuti ovunque sui social network.

Tra i commentatori del post di Beyer, qualcuno la prende ironicamente (“Credo di aver passato il test perché la prima cosa che ho visto è stato un gruppo di Darth Vader”), qualcun altro si rattrista (“E’ triste che la gente possa reagire così”). Lo stesso Beyer ha raccontato quello che ha visto seguendo per un po’ il gruppo: “Sono scioccato dalla quantità di odio e fake news che circolano lì. L’odio che è stato mostrato nei confronti di alcuni sedili vuoti di un autobus mostra quanto il pregiudizio prevalga sulla saggezza. Ho condiviso il post – ha proseguito – perché più gente possibile possa vedere cosa sta succedendo negli angoli oscuri del Web”.