“Quelli che poi muoiono presto, quelli che però è lo stesso…”. Questi versi di “Siamo solo noi” potrebbero introdurre una notizia tragica e improvvisa come la morte di Guido Elmi, storico produttore e compagno di strada di Vasco Rossi. Potrebbe, perché c’era già lui al fianco del rocker di Zocca a tempi di “Siamo solo noi”, quando Vasco smetteva i panni di cantautore per diventare a pieno titolo la rockstar che ha portato proprio recentemente duecentotrentamila persone a Modena, in occasione del Modena Park. Potrebbe, perché i versi di “Siamo solo noi”, inno di tutti coloro che non si riconoscono nel sistema, gli altri, i noi che Vasco più di ogni altro ha saputo cantare, quei versi erano adattissimi a descrivere la filosofia di vita di Guido Elmi, raffinato intellettuale votato alla musica, uomo più votato all’ascolto che al parlare, sempre capace di intuire la soluzione musicale giusta, la canzone giusta da infilare nella scaletta di un tour o di un album, i musicisti da proporre per la band. Un produttore musicale, uno che aveva rinunciato sin da subito a fare musica, salvo poi tornarci su di recente, col suo debutto rock dal titolo “La mia legge”, avvenuto a sessantotto anni.

Una rinuncia in prima persona che lo aveva portato, però, a diventare una figura centrale nel lavoro di Vasco Rossi, come trentasette anni di collaborazione dimostrano. Noto agli amici come Steve Rogers, proprio nel momento in cui la Steve Rogers Band aveva tentato la strada solitaria, ormai una vita fa, Elmi si era allontanato da Vasco, salvo poi fare ritorno per inanellare una serie infinita di successi, ultimo, appunto, il live di Modena. Un live che iniziava con “Colpa d’Alfredo”, primo album prodotto proprio da Elmi, e che lo ha visto salire sul palco per un insolito saluto, invitato dal direttore di palco Diego Spagnoli. Ecco, quel suo saluto, dinoccolato, sornione, timido, quasi malinconico, racchiude molto del carattere di un uomo che è stato capace, in una carriera lunga quarant’anni iniziata dopo una laurea in Scienze Politiche nella sua Bologna, di rischiare tanto al fianco dell’iconoclasta per antonomasia della nostra musica, e che lo ha anche visto raccogliere sempre al suo fianco così tanti successi.

Dal 1980, fatta salva la piccola parentesi a cavallo tra anni Ottanta e Novanta, Guido Elmi ha co-prodotto tutti i lavori di Vasco Rossi, sia in studio che dal vivo. Uomo di grandi capacità organizzative, per ammissione dello stesso Vasco il migliore quando si tratta di mettere su la scaletta di un concerto come di un album, Elmi ha praticamente subito abbandonato gli strumenti, lui che inizialmente accompagnava Vasco alle congas, per dedicarsi a un lavoro manageriale, da produttore artistico. Chi ha avuto modo di parlarci di persona ben sa come certe influenze metal, specie di certo metal nord-europeo, siano arrivate da lui, da sempre appassionato di musica dura. Modena Park, la sua ultima direzione artistica, un record mondiale, rimane il suo commiato al mondo della musica e al mondo. Un addio fatto con discrezione, la sua giacca militare portata sui bermuda, lo sguardo di chi poi se ne va presto, anche se non è affatto lo stesso…