L’avevamo definita qualche tempo fa un’estate calda, per la Germania dell’auto. Forse eravamo stati troppo ottimisti, perché si sta rivelando veramente bollente. L’ultima notizia diffusa dalla Bild è che la KBA, ovvero la Motorizzazione federale tedesca, avrebbe “aggiustato” i rapporti sulle emissioni inquinanti, di concerto con le case automobilistiche. In pratica queste ultime manipolavano i sistemi di rilascio di gas di scarico, mentre la Motorizzazione (che, ricordiamolo, è un’autorità nazionale) ne copriva l’operato.

Tutto nasce, secondo la Bild, da un carteggio che prova come l’ufficio federale di trasporti fosse a conoscenza già da un anno del fatto che i dispositivi per l’abbattimento dei gas usati dalla Porsche Macan diesel fossero irregolari. In una prima versione del rapporto della Motorizzazione il dispositivo è definito sicuramente come “sistema di spegnimento”. Ma nel secondo, dopo uno scambio di vedute con Porsche, viene semplicemente indicato come “una modifica della condotta in termini di emissioni del sistema di abbattimento dei gas di scarico”. E l’ammorbidimento è servito.

Ma l’aspetto grottesco della vicenda è che la KBA dipende dal dicastero dei Trasporti tedesco, il cui ministro Alexander Dobrindt nei giorni scorsi aveva esortato le case costruttrici a prendersi le proprie responsabilità per “riguadagnare la fiducia e correggere gli errori“. Dichiarazioni che senza dubbio gli staranno creando, oltre agli attacchi che gli stanno rivolgendo le opposizioni, più di un imbarazzo.

Imbarazzo che finora ha prodotto solo questa dichiarazione spontanea apparsa sul sito istituzionale del dicastero: “il ministero dei trasporti respinge l’interpretazione secondo la quale il ministero avrebbe “disinnescato” il report di controllo della commissione di verifica della Volkswagen a favore di Porsche“. Facendo cenno poi a una relazione in cui viene esplicitamente detto che il ministero aveva sollevato dei dubbi circa “la liceità dei sistemi di spegnimento usati”. Troppo poco per uscire dall’impasse? Di certo, il confronto in programma il 2 agosto tra Governo e costruttori tedeschi assume tutto un altro contorno, alla luce di questo coinvolgimento “istituzionale”.