Gli eunuchi possono fare sesso? Se sì, come? Domande che suonano bizzarre, nel 2017, ma che da qualche giorno si sono insinuate nei pensieri di milioni di persone in tutto il mondo. Il merito è del secondo episodio della settima stagione de Il Trono di Spade, la serie cult tratta dai libri di George R.R. Martin, che ha mostrato una dolcissima e attesa scena d’amore tra Verme Grigio, il più noto degli Immacolati, guerrieri eunuchi salvati dalla schiavitù da Daenerys Targaryen e ora al servizio della Madre dei Draghi, e Missandei, anche lei ex schiava e adesso ombra fedele della bionda e determinata aspirante regina. Il rapporto tra i due è cresciuto piano piano nel corso delle ultime due stagioni e i molti fan della serie si aspettavano, prima o poi, una evoluzione anche fisica. Il “problema”, almeno apparente, riguarda proprio la condizione di eunuco di Verme Grigio e la sua possibilità di fare sesso.

I tanti dubbi che serpeggiavano sui social sono stati raccolti dal Telegraph, che in un lungo e dettagliato articolo ha ripercorso il rapporto tra eunuchi e sesso nella storia e nelle varie culture, sottolineando come non sia impossibile ricavare piacere sessuale per chi ha subito l’asportazione degli organi genitali. Dopo la messa in onda dell’episodio, il sito del Merriam-Webster, uno dei più apprezzati vocabolari di lingua inglese, ha fatto sapere che “eunuco” è stata la parola più cercata del giorno, anche perché il pubblico giovane evidentemente non conosce nei dettagli le condizioni fisiche di un eunuco.
Il Telegraph è andato anche a rileggere le pagine dei romanzi di Martin, in cui si dice chiaramente che Verme Grigio, così come tutti gli altri guerrieri Immacolati, ha dovuto rinunciare a ogni singola parte del proprio apparato genitale (testicoli e pene), per sradicare completamente il desiderio. Nella trasposizione televisiva della saga letteraria, però, non è mai stato chiarito il livello di “castrazione” di Verme Grigio e dei suoi commilitoni, lasciando persino intendere che il pene fosse stato lasciato al suo posto, limitandosi all’eliminazione dei testicoli.

Nonostante il mistero che aleggia attorno a Verme Grigio e alla sua possibilità di provare desiderio e di avere esperienze sessuali, il Telegraph ha comunque ricordato, riprendendo un articolo di Vulture sullo stesso tema di due anni fa, come nel corso della storia la mancanza di pene e testicoli non abbia mai rappresentato un problema insormontabile per la soddisfazione sessuale di eunuchi e castrati: “Gli eunuchi cinesi e coreani spesso si sposavano e poi, essendo sterili, adottavano altri giovani eunuchi, di fatto dando vita a generazioni di eunuchi nella stessa famiglia, che a loro volta si sposavano e continuavano la tradizione”.
Anche i castrati italiani, che tra Seicento e Settecento divennero vere e proprie star grazie al boom della musica operistica e alla loro utilizzazione come voci principali, avevano tentato la strada del matrimonio e della soddisfazione sentimentale e sessuale, anche perché le donne subivano particolarmente il loro fascino. Un documento ecclesiastico del Settecento, ad esempio, scoraggiava il matrimonio per i castrati poiché “sono più apprezzati dalle donne lascive, poiché possono dare soddisfazione sessuale senza rischio di gravidanza”.

E chi ricorda “Farinelli -Voce regina”, il bel film del 1994 con Stefano Dionisi nei panni del cantante castrato più famoso della storia, ricorderà anche una scena particolarmente intensa, in cui Farinelli prova ad avere un rapporto fisico con una donna ad ogni costo, per soddisfare i propri istinti sessuali.
Due anni fa, interpellato da Vulture, l’antropologo culturale Thomas W. Johnson aveva asserito che “la sessualità non richiede un pene eretto. Lingua, labbra, dita… per un uomo esistono molti altri modi per essere ‘sessuale’ con una donna. I castrati diventano molto meno sessuali, ma non diventano asessuali. Non c’è motivo – diceva Thompson a Vulture – per cui Verme Grigio non possa essere amorevole come una lesbica, se necessario con tecniche simili”.