“Ringrazio Dio ogni giorno per avermi fatto fascista“. Questo il post, corredato dal tricolore sormontato da un’aquila, che una maestra di scuola elementare in provincia di Torino, ha pubblicato sulla propria pagina Facebook, vantandosi di essere fascista. La 40enne Alessandra Pettorruso, in servizio presso la direzione didattica di Castellamonte, è stata segnalata alla Polizia Postale e all’Ufficio Scolastico regionale e il suo profilo Facebook nei giorni scorsi, dopo la diffusione dei post su alcuni giornali locali, è stato oscurato. Nello stesso momento l’Assessorato all’Istruzione della Regione Piemonte, venuto a conoscenza del fatto, ne ha dato comunicazione agli organi deputati alla verifica.

L’insegnante, secondo quanto riportato da Repubblica, si è giustificata dicendo che la sua era “una ricerca sociologica“: “Ho voluto interrogare gli utenti di Facebook su un periodo storico su cui è calato il silenzio e di cui sembra vietato parlare”. Pettorusso ha anche detto di “non essere fascista”: “Non sono di destra e nemmeno di sinistra o di centro ma ritengo che la politica di oggi sia tutta spazzatura e nessuno di preoccupa davvero degli italiani”.

Il Partito democratico di Castellamonte, una delle scuole dove la maestra ha insegnato nell’ultimo anno, ha inviato una nota nella quale condanna il comportamento della donna: “Le esternazioni web della maestra paiono al limite del reato di apologia del fascismo. Viene naturale chiedersi se questa docente, quando si trova di fronte dei bambini di 10 anni, sia in grado di insegnare loro a distinguere la democrazia dalla dittatura fascista”. Il Pd locale ha chiesto “a tutte le forze democratiche di far sentire la propria voce”, aggiungendo che “Castellamonte, città decorata con la medaglia d’argento alla Resistenza, nelle sue aule scolastiche meritava frequentazioni migliori”. A sostegno dell’insegnante è intervenuto Luigi Cortese, coordinatore Regioni Piemonte e Valle d’Aosta di Forza Nuova che in una nota ha scritto: ”Ci schieriamo dalla parte dell’insegnate senza se e senza ma, non si può colpire un’idea solo perché ci sono steccati ideologici vecchi ed ormai obsoleti. L’insegnante va valutata come tale e non come fascista e nei prossimi giorni andremo da lei per offrirle il nostro aiuto e portare la vicinanza di tutta la comunità forzanovista”.

Non è il primo caso di esternazioni sui social network di docenti che fanno discutere. Lo scorso anno a finire sotto i riflettori era stata Fiorenza Pontini, insegnante di inglese dello storico liceo Marco Polo di VeneziaLa donna fu oggetto di un’interrogazione parlamentare per i suoi post xenofobi che incitavano all’odio contro i migranti e inneggiavano al Duce.