di Giulio Scarantino

La più alta forma dell’intelletto umano si mostra nell’esatto istante in cui, questo, riconosce i suoi limiti e si ricorda del suo essere animale sociale. Il momento in cui inizia a guardare oltre il proprio naso: scoprendo di non essere autosufficiente, di essere imperfetto, di esistere insieme e non contro la natura, di convivere. In quell’istante le regole e il diritto si fanno romantica ricerca di sovvertimento della legge del più forte, pugnale contro gli egoismi. Ed è per questo che qualsiasi lotta a difesa delle regole buone, unite alla forza prorompente della musica e del suo andare, nel tempo e nello spazio, oltre le intenzioni acquisisce una connotazione poetica. Quella capacità dell’uomo di elevare ciò che ha intorno in uno spazio sospeso e immutabile: il risveglio dell’anima e dello spirito.

Si tratta di una forza centrifuga contagiosa che non lascia inalterato tutto ciò che sta intorno, anzi lo travolge portando via con se il peso dell’indifferenza. Ci si sente parte responsabile: fautore in prima persona della storia. Sarà forse questa forza ad aver travolto il popolo polacco nelle proteste contro la riforma della Corte Suprema. Il video ormai virale delle protesta accompagnata dalle note di “Imagine” commuove e ricorda le intenzioni primordiali della democrazia: il popolo che decide.

Sarà forse questa forza ad aver convinto il presidente polacco Andrzej Duda che l’urlo del suo popolo non poteva non essere ascoltato. Il passo indietro di Duda, che ha annunciato che non avrebbe ratificato due delle tre riforme della giustizia, è forse il passo indietro dell’uomo che si accorge dei suoi limiti. Quel passo che, delle volte, è salvifico: come quello a pochi centimetri da un burrone.

La riforma approvata dalla maggioranza, sulla quale adesso pende il veto del Presidente polacco, colpisce il sistema della giustizia nelle sue fondamenta: quel principio, che è lo Stato di diritto, ormai radicato in Europa ma che rappresenta un delle più grandi conquiste dell’uomo razionale. Un principio vivo, che pulsa, si evolve e scava nelle dinamiche verticistiche del potere. Lo stesso che rappresenta la consapevolezza dei limiti dell’uomo: il suo istinto ad essere forte sui deboli.

Le proteste in Polonia forse oltrepassano le intenzioni, lanciando un messaggio per tutta l’Europa: “E’ dalla parte dei diritti che vogliamo stare”. Un messaggio che rimbomba e che, forse, tutti partiti dovrebbero ascoltare.

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