Scomparsa nel nulla due mesi fa da Sant’Antimo (Napoli) dopo essere cambiata a causa dell’incontro online con un cittadino pakistano. Il gip del Tribunale di Napoli, Giovanna Cervo, ha ordinato la riapertura delle indagini sul caso della scomparsa di Rosa Di Domenico e ha ordinato al pm di iscrivere nel registro degli indagati Alì Qasib, cittadino pakistano con cui la ragazza era in contatto. La notizia della decisione del giudice è riportata da Il Mattino e La Repubblica.

La sorte di Rosa sarebbe legata – ma è questo del resto l’aspetto principale sul quale occorrerà fare chiarezza – a quella di questo uomo residente a Brescia, che potrebbe averla adescata e indotta con il passare del tempo a fuggire. La ragazza avrebbe conosciuto Qasib in chat, un paio d’anni fa. Improvvisamente, secondo quanto hanno riferito i familiari, dopo essere stata una ragazza come tante, ha cambiato modo di vita: avrebbe iniziato un percorso di islamizzazione, che l’ha condotta a cambiare le proprie abitudini alimentari e l’abbigliamento fino ad assumere uno stile di vita tipico di una donna musulmana. Il giudice chiede anche di indagare se la ragazzina sia stata vittima di uno scambio di foto in rete. Della scomparsa di Rosa si era occupata la trasmissione di Rai tre ‘Chi l’ha visto’ di Federica Sciarelli.

La mattina del 24 maggio Rosa era uscita dicendo che sarebbe andata a scuola e nel pomeriggio da un’amica, ma era sparita nel nulla e sono state vane tutte le ricerche: alcuni giorni prima della scomparsa, la madre l’aveva vista cercare in rete gli orari dei treni della linea Napoli – Brescia e l’ipotesi è che potrebbe avere raggiunto l’uomo. Il giudice ordina di indagare anche se la ragazzina possa essere stata usata per scambi di foto a contenuto pedopornografico.  “Occorre svolgere ulteriori indagini finalizzate ad accertare i fatti denunciati e identificare i soggetti coinvolti nella vicenda”, scrive il giudice come riporta Repubblica, di sentire come testimoni la famiglia e gli amici di Rosa, di sottoporre a perizia i computer per analizzare i profili social. Il gip ha disposto anche i l’acquisizione dei filmati della trasmissione televisiva “Chi l’ha visto”, che si è occupata del caso intervistando anche il padre di Alì.