Diego Urbisaglia è fuori dal Pd. Il consigliere comunale di Ancona nel giorno del 16esimo anniversario della morte di Carlo Giuliani aveva scritto sui social che serviva “una mira migliore”. Così è stato cancellato dell’anagrafe degli iscritti e dall’albo degli elettori. Lo ha deciso all’unanimità la Commissione Comunale di Garanzia del partito, riunitasi la mattina del 23 luglio. In sostanza è un’espulsione.

Il 20 luglio scorso, nel giorno dell’anniversario della morte di Giuliani in piazza Alimonda, il consigliere di 39 anni, aveva scritto un post su Facebook che non lasciava spazio a interpretazioni: “Oggi nel 2017 che sono padre, se ci fosse mio figlio dentro quella campagnola gli griderei di sparare e di prendere bene la mira. Sì sono cattivo e senza cuore, ma lì c’era in ballo o la vita di uno o la vita dell’altro. Estintore contro pistola. Non mi mancherai Carlo Giuliani”. In sostanza, parteggiava per il carabiniere Mario Placanica, autore della morte di Carlo Giuliani. Parole che hanno scatenato le polemiche e l’indignazione sul web e che oggi hanno portato l’ex democratico fuori dal partito.

Lo stesso Urbisaglia, sentito oggi dalla Commissione, si è autosospeso dal Pd. Lontano, dunque, dalle parole che aveva pronunciato a caldo in difesa dalle polemiche: “Non mi dimetto. Non credo di doverlo fare solo per aver detto che a vent’anni ho pensato quel che ho scritto” diceva. Chiarirò la mia posizione – aveva affermato in riferimento alla richiesta di Lorenzo Guerini di un’azione della Commissione di garanzia- in quella sede, metteremo tutto nero su bianco e poi si vedrà. Io ho già chiesto scusa per alcune frasi infelici – ha ribadito – prima ancora che si scatenasse la bufera mediatica”.

La cancellazione dell’anagrafe degli iscritti e dall’albo degli elettori è la sanzione più grave prevista dallo statuto del Pd. Urbisaglia ha la possibilità di presentare ricorso “agli organi di garanzia di livello superiore”, informa un comunicato, cioè la Commisione regionale. Se l’espulsione venisse confermata, potrà accedere agli organi di garanzia a livello nazionale. Il politico resta comunque consigliere comunale, fuori dal gruppo consiliare Pd, anche se qualcuno ha ipotizzato un’espulsione anche dal Consiglio comunale di Ancona. Azione impossibile in base al regolamento.