Le organizzazioni sindacali e Intesa Sanpaolo hanno raggiunto l’accordo sugli esuberi scaturiti dopo l’acquisto da parte di Cà de Sass di alcune attività della Popolare di Vicenza e Banca Veneta. Lo si apprende da fonti sindacali. L’accordo prevede che le circa 4.000 uscite concordate siano gestite in due fasi.

La prima riguarda almeno 1.000 lavoratori del perimetro ex Popolare di Vicenza ed ex Veneto Banca che matureranno il requisito pensionistico entro 7 anni e che usciranno con cadenza mensile dall’1 ottobre 2017 all’1 gennaio 2018. Con questo accordo – dice Mauro Bossola, Segretario generale aggiunto della Fabi riferendosi ai 4mila esuberi di Popolare Vicenza e Veneto Banca – abbiamo evitato i licenziamenti e messo in sicurezza lavoratori che fino a ieri vedevano duramente compromessa la propria stabilità lavorativa, ottenendo a loro favore garanzie sulle uscite volontarie e anche sulla contrattazione di secondo livello, senza nulla togliere ai dipendenti del gruppo Intesa Sanpaolo”. “Adesso – rilancia – auspichiamo che il Parlamento dia prova del medesimo senso di responsabilità dimostrato dalle organizzazioni sindacali convertendo definitivamente in legge il decreto sulle banche venete, l’unica soluzione possibile che scongiura il bail in e garantisce un futuro ai lavoratori e alle loro famiglie, a circa 2milioni di clienti e alle economie dei territori del Veneto”.

“Siamo soddisfatti del primo pezzo di strada, ma ne resta da fare ancora molta per tutelare i lavoratori sul territorio e per dare risposte sul futuro degli oltre settecento dipendenti rimasti fuori dal perimetro di Intesa Sanpaolo – afferma il segretario generale di First Cisl, Giulio Romani, all’accordo che regolamenta l’integrazione delle ex banche venete nel Gruppo Intesa Sanpaolo – Di mobilità professionale e territoriale, formazione e organizzazione del lavoro – aggiunge Mauro Incletolli, della segreteria nazionale di First Cisl – parleremo non appena la banca avrà effettuato l’analisi organizzativa delle attività da ricollocare nel Veneto e della nuova struttura di business. Ora ci attendiamo che, con la stessa rapidità dimostrata dal sindacato, anche la politica faccia la sua parte completando l’iter di conversione del decreto da parte del Senato”. L’accordo per la gestione degli esuberi resta comunque subordinato alla conversione del decreto legge che nei giorni scorsi ha incassato il via libera della Camera dei Deputati ed ora è approdato al Senato.