Chissà se criticare Lorena Bianchetti è considerato blasfemia o comunque un grave peccato mortale. La conduttrice è il volto televisivo di Santa Romana Chiesa, la frontwoman del cattolicesimo catodico, l’esponente di punta delle truppe papaline in Rai. Con “A sua immagine”, ogni weekend ci ricorda che l’Italia è un Paese laico più o meno come l’Arabia Saudita, e lo fa a modo suo, con quel piglio da suora laica tipo Claudia Koll post conversione.

È ormai prigioniera del suo ruolo di madrina televisiva del cattolicesimo, anche se qualche anno fa ci aveva provato davvero a fare il salto generalista verso il grande pubblico. Era arrivata persino a condurre Domenica In, inspiegabilmente, ma quell’edizione è rimasta nell’immaginario collettivo solo per un episodio imbarazzante (per lei): era il 2009 e il povero Silvan, brandendo una ‘bacchetta magica’, aveva fatto una battuta innocua (“Poi la impresteremo a Berlusconi”, alludendo al fatto che l’allora premier aveva detto di non avere la bacchetta magica per quanto riguardava la ricostruzione post terremoto dell’Aquila). Apriti cielo: mentre l’attempato mago continuava il suo numero, la conduttrice papalina aveva assunto l’espressione di chi aveva appena visto un fantasma. “La tua battuta è assolutamente personale”, si era affrettata a dire in diretta, continuando con un elogio accorato dell’impegno delle istituzioni. Una scena imbarazzante, che aveva alzato l’asticella del servilismo televisivo, roba che nemmeno Emilio Fede avrebbe osato tanto.

Ma l’avventura generalista della Nostra non dura tantissimo. Qualche altro programma pomeridiano negli anni successivi e poi, nel 2014, la resa con il ritorno alla conduzione di A sua immagine, a introdurre Angelus, viaggi apostolici, giornate mondiali di questo o quello, messe varie. Un bel passo indietro, non c’è che dire, perché la Bianchetti ci aveva sperato davvero, nella svolta generalista. Quello che lei e i dirigenti Rai dell’epoca non avevano considerato, però, è che il pubblico televisivo non ama particolarmente l’approccio da novizia, soprattutto in programmi di intrattenimento leggero come Domenica In. E soprattutto non è stupido, il bistrattato pubblico televisivo, e sa capire perfettamente le parabole professionali dei protagonisti del piccolo schermo. Lorena Bianchetti fa il suo, per carità, e la gavetta l’ha fatta. Ma non c’è mai il guizzo, nel suo modo ecumenico di condurre, è un diligente soldatino delle armate catodiche di Sua Santità, una sorta di guardia svizzera della tv. Ma annoia da morire, è affettata e leziosa.

E soprattutto, anche se non lo ammetterà mai, si vede lontano un miglio che condurre A sua immagine la soddisfa e la gratifica più o meno quanto un calcione sugli stinchi. Chi ha assaporato i fasti dell’intrattenimento televisivo, non può tornare ad accontentarsi di commentare il Vangelo del giorno o, al massimo, condurre roba tipo “Una voce per Padre Pio” (ma poi, santo cielo, che titolo è? Perché il santo di Pietrelcina avrebbe bisogno di ‘una voce’?). Fossimo in lei, però, ci accontenteremmo della benevolenza di Santa Romana Chiesa, perché alla prova del grande pubblico, Lorena Bianchetti non è stata indimenticabile. Magari la carriera tv non è decollata come sperava, ma la Nostra si consoli: tra mille anni, quando arriverà il momento, avrà un posto di riguardo tra Padre Mariano e Suor Paola.