La Francia ha intenzione di mettere fine alle vendite di auto diesel e a benzina entro il 2040. Lo ha dichiarato il ministro dell’ambiente Nicolas Hulot, a margine della presentazione del piano sul clima a Parigi, che prevede nondimeno la fine dell’estrazione di gas e petrolio sul suolo francese e la chiusura degli impianti di produzione di elettricità a carbone. “Obiettivi difficili da raggiungere per la Francia”, ha spiegato lo stesso Hulot (ex giornalista e attivista per l’ambiente), “ma vogliamo diventare in muneri uno in tema di green economy“.

Una decisione che avrà conseguenze, soprattutto economiche. Sia per gli automobilisti che per le case costruttrici. Per aiutare la transizione, il governo francese offrirà sgravi fiscali per chi deciderà di cambiare la propria auto a gasolio vecchia di 20 anni, e a benzina con immatricolazione antecedente al 2001.

Ma come si pongono i costruttori di fronte a una situazione del genere, che potrebbe allargarsi anche ad altri paesi? Volvo, ad esempio, anticipando di fatto la risoluzione francese ha dichiarato ieri che a partire dal 2019 in poi offrirà solo auto ibride, ibride plug-in o elettriche pure.

I grandi gruppi francesi invece, stanno alla finestra. Psa ad esempio, che da poco ha ottenuto il via libera dall’antitrust europea per l’acquisizione di Opel da Gm, ha fatto sapere per bocca di una portavoce a Bloomberg che “il passaggio ad un’altra fonte di alimentazione non è indolore. Hulot parla solo per la Francia, ma noi siamo una global company e la maggior parte dei paesi nel mondo ancora utilizza motori a combustibili fossili”. Aggiungendo che PSA offrirà sull’80% dei suoi modelli l’opzione elettrificazione entro il 2023, ma per l’elettrico puro bisognerà aspettare ancora.

Anche perché le auto a batteria lo scorso anno hanno pesato solo per l’1% sulle vendite nei mercati più importanti, dagli Stati Uniti alla Cina passando per l’Europa. E secondo le previsioni di Bloomberg New Energy Finance ci vorranno almeno 20 anni perchè il loro prezzo diventi competitivo, in virtù del ridiensionamento del costo delle batterie, rispetto a quello delle auto con motori a combustione.