In attesa di potervi anticipare il tema del terzo numero di Fq Millennium (di grande attualità, come vedrete), in edicola sabato 8 luglio, pubblichiamo alcuni dei commenti dei lettori al secondo numero, dedicato alla “voglia di uomo forte”, con inchieste e reportage dalla Russia di Putin (che hanno scatenato una valanga di commenti nelle nostre anticipazioni su ilfattoquotidiano.it), agli Usa di Trump e non solo.

Il numero ospita fra l’altro un’intervista di Fabrizio d’Esposito a David Lagercrantz, lo scrittore svedese che continuerà la saga di Millennium (a cui ci siamo ispirati per il titolo della nostra testata) dopo la scomparsa del suo ideatore Stieg Larsson. Lagercrantz anticipa ai nostri lettori come sarà la “sua” Lisbeth, donna forte protagonista della saga. Proprio pochi giorni fa la versione cinematografica della trilogia ha perso uno dei suoi volti più importanti, l’attore Michael Nyqvist, che interpretava il coprotagonista, il giornalista Mikael Blomkvist.

Potete scrivere alla redazione all’indirizzo: millennium@ilfattoquotidiano.it

Robecchi e “l’Uomofortismo”, non volevo smettere
Buongiorno Peter,
torno a scriverle per confermare la prima impressione relativa ai tanti articoli accomunati da uno stesso tema… ma sono scritti molto bene e credo sia questa la caratteristica fondamentale di un testo giornalistico, specialmente se lungo. Sono molto interessanti e piacevoli, si leggono senza distrarsi e con la medesima attenzione fino al punto conclusivo.
Non vorrei fare una graduatoria, indico soltanto quelli che mi hanno divertito. Nel primo numero “Lapologia” di Aldo Nove (autore che leggevo quando scriveva su Liberazione), l’intervista a Giulio Giorello di Nanni Delbecchi, a Giorgia di Michele Monina; nel secondo “Uomofortismo” di Alessandro Robecchi (articolo che ho desiderato non finisse), il breve “saggio” di storia di Marco Revelli (uno dei pochi riferimenti politici e culturali che mi sono rimasti), da buon pugliese ho apprezzato l’ironico articolo di P.G. Cardone “com’è putiniano il compagno Emilianov” della serie pecunia non olet (mi fa sorridere il pensiero che la “traslazione” delle ossa del santo patrono dei baresi commemorata annualmente, fu in realtà un vero e proprio furto). Ottimo l’intermezzo fotografico “The Pizzi horror picture show” (la citazione di De Filippo “Non chiamatemi senatore, ci ho messo una vita a diventare Eduardo” mi ha ricordato quanto disse Anna Magnani al suo truccatore: “Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. Ci ho messo una vita a farmele”).
Concludendo: questo nuovo mensile va bene anche così con le sue “monografie”. La qualità degli articoli e delle rubriche prevalgono sulla mia personale e modesta impressione.
Arrivederci ai prossimi numeri.
Pietro Antonicelli

Le vostre fonti a rischio?
Gentile Direttore,
ho acquistato il 2^ volume di FQMillennium… BELLO! Complimenti alla sua Redazione e ai suoi collaboratori e giornalisti per la loro capacità d’informarsi, di conoscere e di esporre in modo chiaro e dettagliato quanto appreso. Una mia curiosità: ma le fonti giornalistiche non dovrebbero essere tutelate e quindi riservate? Leggendo l’articolo di pagina 17 (“DENTRO GLI UFFICI DELLA DEZINFORMATSIJA”) ho trovato nomi e cognomi dei vostri contatti in Russia: da Ljudmila Savchuk, attivista ambientale infiltrata tra i troll di quella agenzia giornalistica che inonda la rete di falsità ed è vicina a Putin, a Marat Mindijarov, altra infiltrata nella stessa organizzazione. Il vostro collaboratore afferma pure di aver contattato il giornalista investigativo Andrej Soshnikov. Rivelare tali nomi in un paese che perseguita, arresta e talvolta uccide giornalisti scomodi non è azzardato per la loro sicurezza? Non ne mette a rischio la vita?
Per quello che può valere il mio suggerimento mi piacerebbe trovare, in qualche altro numero del vostro mensile, degli articoli sulla Cina e sulle sue contraddizioni, tra capitalismo e comunismo e limitazioni delle libertà. Oppure anche sui paesi arabi e sulle loro leggi che limitano le libertà dei cittadini, ma che ne plasmano l’ideologia e la cultura fin dai primi anni di vita.
Un altro argomento che mi piacerebbe leggere avrebbe come tema la nostra scuola messa a confronto con le scuole americane, del Nord Europa o di altri paesi del mondo.
Augurandole buon lavoro la saluto cordialmente.
Roberto Raciti
Gentile Raciti, innanzitutto grazie. Abbiamo riportato soltanto i nomi di fonti già conosciute in Russia per la loro attività (FqMillenniuM)

Articoli ben scritti
Buongiorno,
volevo complimentarmi per il vostro giornale i temi trattati sia nel primo che nel secondo numero sono molto interessanti e molto ben scritti, spero di poter continuare a leggere questo giornale nel futuro.
Complimenti
Demis Rota

Chi l’originale chi la copia?
Confermo e ribadisco che il vostro è un magazine-libro e tra i più bei aforismi che ho trovato voglio ricordare questo: “L’interrogativo avanza imperativo e impellente, ma irrosolto: tra i due chi è l’originale e chi la copia?” (cit. da FQ Millennium, giugno 2017, nr. 2 anno I, pag.87). Semplicemente illuminante!
E ora scusate che ritorno alla lettura.
Alle prossime.
Gianluigi Mariotto

Didascalie troppo piccole
Gentili Signori,
il problema è molto semplice: la didascalie delle foto sono troppo piccole e illeggibili sopratutto quando sono lunghe. I pubblicitari sono più scaltri e scrivono didascalie con caratteri più grandi e più marcati. Perché voi no?  Non volete che si Leggano?
Vi prego vivamente di aumentare le dimensioni dei caratteri e anche il colore, magari più scuro. Sicuramente l’estetica non ne soffrirà e le didascalie diventeranno leggibili. Così come sono io non riesco a leggerle e ho bisogno di una lente di ingrandimento. Vi ringrazio,  e spero in meglio
Enza B.
Gentile Enza, terremo certamente in considerazione la sua osservazione, grazie (FqMillenniuM)

Non siete necessari, non vi compro
Fq MillenniuM non mi piace perché: sono fastidiosi il formato e la carta e le fotografie, che ho letto a qualcuno ricordano Il Borghese, infatti… sono superflue e brutte sul serio… Poi non ne vedo la necessità, ci sono i libri per approfondire e ce ne sono tanti, tanti, tanto belli e nuovi sempre. Io non ce la faccio!
Comunque la cosa più brutta è costringere a comprare. Ho 63 anni e prima che uscisse il Fatto leggevo Repubblica proprio dal ’76, ma già mi aveva stufato e mi offese molto quella porcheria che ti infliggevano il sabato (ancora ancora il Venerdì poteva passare).
Grazie per aver chiesto il mio pensiero
M. Pia Santoli

Continuate così
Ottimo anche questo secondo numero… continuate così! Secondo me in copertina ci vuole anche qualche strillo pro argomenti fuori monografia
Sandro Liberali