L’assassino psicopatico e la suora piegata ai suoi voleri sessuali. A dirla così sembra la trama di un torbido noir alla Lando, invece è la realtà descritta in Dancing with demons, saggio dello psicologo e criminologo Tim Watson-Munro che ha al centro la storia del pluriomicida John Cribb, definito il diavolo in persona. Watson-Munro in quasi 40 anni di lavoro ha incontrato migliaia di pazienti, ma a sua detta Cribb è il numero uno assoluto della bestialità e violenza contro il prossimo. Omicidi, rapimenti, violenza sessuale, rapina a mano armata, Cribb ha agito nel Nuovo Galles del Sud dell’Australia tra gli anni settanta e ottanta e una volta arrestato e condannato, ha finto di essersi pentito, per poi intavolare una sordida relazione con una suora del penitenziario.

Dopo aver scontato sei anni per rapina, nel 1978 John Cribb rapisce Valda Connell, 39 anni, e i suoi due figli Sally, 10, e Damien, 4. Giusto il tempo di fermarsi ad una cabina per avvisare il marito della donna di una fantomatica fuga d’amore, poi stuprò la ragazza davanti ai figli e li accoltellò tutti e tre. Rinchiuso in un ospedale psichiatrico, è fuggito da lì assieme ad un compagno di cella, e per parecchi giorni hanno vagato per Sydney rapendo due diciassettenni, rinchiudendole in una stanza d’albergo e violentandole per giorni. Tre ergastoli e 45 anni di prigione da scontare, Cribb si sarebbe anche convertito al cattolicesimo convincendo parecchi operatori carcerari ad una rapida quanto sincera redenzione.

Ma Watson-Munro non sembra essere d’accordo. “Andai nella fossa del male a conversare con questo reincarnazione di Satana. ‘Che cosa posso fare per te, Johnny?’, gli chiesi in modo glaciale ma professionale. ‘I tuoi occhi, amico’, rispose lui, ‘mi spaventano’ ”. Alla lunga storia fuori e dietro le sbarre di Cribb, Dancing with Demons aggiunge il capitolo finale, quello della suora concupita e finita a fare sesso con lui in carcere. Tutto parte quando il direttore dell’ultimo carcere in cui è recluso Cribb intercetta una lettera di una suora che faceva visita all’ergastolano. “Aveva contenuti pornografici. Descriveva in dettaglio la fellatio che avrebbe di lì a poco praticato a Cribb ‘fino a fargli uscire gli occhi dalle orbite’”. La tresca tra suora e carcerato venne “sventata” dal direttore del carcere che la lasciò in iniziare per poi intervenire in “flagranza” di reato. E se la carriera di Watson-Munro non sembra essere chissà poi quale fulgido simbolo di purezza etica e professionale (finì, come racconta egli stesso nel suo libro, in giro di droga non senza colpe), si può comunque stare tranquilli: John Cribb non sta usufruendo di sconti di pena o sentenze di alte corti statali per alleviargli i dolori della pena carceraria.