Due spade di Damocle incombono sulla fusione fusione tra Agenzia delle Entrate ed Equitalia, che dovrebbe scattare sabato 1 luglio. Da un lato infatti la Corte dei Conti, come anticipato da Repubblica, ha fatto sapere al Tesoro che la nomina dell’attuale numero uno di Equitalia Ernesto Maria Ruffini a capo dell’Agenzia in cui confluirà il braccio della riscossione “desta perplessità”. Dall’altro il Consiglio di Stato lunedì ha rinviato al 27 luglio la decisione sul passaggio senza concorso dei dirigenti di Equitalia (formalmente una società privata) alle Entrate, contro cui ha presentato ricorso il sindacato dei dirigenti pubblici Dirpubblica. Secondo i giudici amministrativi, “le doglianze di merito (…) sembrano in prima facie supportate da fumus”. Sembra molto difficile, quindi, che la fusione possa davvero essere operativa tra pochi giorni.

La Corte dei Conti non ha registrato la nomina di Ruffini e ha chiesto chiarimenti al ministero dell’Economia in quanto la scelta presenta profili di “incompatibilità” con la legge Severino (“Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”). Che sancisce il divieto di affidare posizioni di vertice in un’amministrazione pubblica a chi nei due anni precedenti abbia svolto incarichi “enti di diritto privato regolati o finanziati dall’amministrazione o ente pubblico che conferisce l’incarico”. Inoltre, come riferito dal quotidiano di largo Fochetti, la “motivazione” della scelta di Ruffini è ritenuta “carente”. Via XX Settembre dovrà per questo fornire “chiarimenti” nel termine massimo di 30 giorni. Pena un pronunciamento dei magistrati contabili “allo stato degli atti”, che non potrebbe che essere una bocciatura. In alternativa, il ministero può ovviamente tornare sulla decisione e revocare la nomina.

Nell’attesa, non è chiaro chi firmerà gli atti della “nuova” Agenzia. Il Sole 24 Ore rileva che “in caso di impedimento temporaneo” le attribuzioni del direttore vanno esercitate dal vicario Aldo Polito, ma “almeno a guardare il sito la carica di direttore risulta ancora coperta da Rossella Orlandi, su cui nelle ultime settimane non sono mancate polemiche” per la nomina a vicedirettore con delega al Catasto.

L’altro fronte aperto riguarda i dirigenti. Dirpubblica ha presentato ricorso sostenendo che quelli di Equitalia, assunti con contratto di diritto privato, per passare alle Entrate devono sostenere un concorso. In caso contrario si configurerebbe una violazione dell’articolo 97 della Costituzione e la loro nomina risulterebbe illegittima, come è accaduto nel caso dei “dirigenti incaricati” bocciati dalla Consulta. Il giudice amministrativo d’appello non ha accolto la sospensiva immediata, non ravvisando un danno “attuale”, ma ha fissato la discussione in camera di consiglio per il prossimo 27 luglio. Indicando nelle considerazioni il fatto che “le doglianze di merito – nella parte volta a criticare l’immissione nel ruolo dirigenziale dell’Agenzia, senza alcuna selezione, di personale della ex società di riscossione – sembrano ammissibili e prima facie supportate da fumus, alla luce della consolidata giurisprudenza amministrativa e soprattutto costituzionale”.