I vaccini sono vittime del proprio successo. Rendendo patologie pericolose ormai rare, hanno cancellato la percezione collettiva dei danni causati da queste malattie. Dopo che si è resa conto degli effetti devastanti della pertosse su sua figlia di poche settimane, Alice Pignatti, una mamma cesenate, ha lanciato nel 2015 una petizione per rendere obbligatori i vaccini. Alice è anche la presidentessa di iovaccino, un’associazione che vuole contrastare il crescente scetticismo vaccinale, tramite un’informazione comprensibile ai genitori, ma scientificamente rigorosa.

Alice è stata invitata a numerose trasmissioni televisive, gestisce una seguitissima pagina Facebook e qualche giorno fa ha incontrato di persona il segretario del Pd Matteo Renzi. Purtroppo, la notorietà ha anche dei lati negativi. Infatti Alice ha ricevuto ogni tipo di attacco mediatico, con epiteti come “la mammina della pertosse” e così via. È comune che quando si toccano gli interessi di chi spaccia la pseudoscienza, arrivino delle email deliranti, per lo più di persone in buona fede. Io mi limito a spostarle nelle varie cartelle indicizzate come “omeopati”, “sindonologi”, “dibelliani”, “pseudoscienze varie”. Un giorno ci scriverò un libro sopra.

L’Emilia Romagna è stata apripista nel varare una legge regionale per rendere le vaccinazioni obbligatorie per l’iscrizione al nido. La legge è stata approvata da tutti i gruppi con il voto contrario dei cinque consiglieri del Movimento 5 stelle. La consigliera regionale Raffaella Sensoli ha avuto più di un confronto con Alice. L’ultimo scontro è nato perché Alice ha vinto una borsa di studio bandita da una Asl, dell’importo di circa 9.000 euro per sei mesi, per una campagna di sensibilizzazione pro vaccini.

La notizia è apparsa sul Resto Del Carlino, che ha usato nel titolo le parole “bando truccato”, ed è rimbalzata sui siti antivax.

Premessa numero uno: l’espressione “bando truccato” è almeno inesatta, per non dire potenzialmente diffamatoria. Il bando prevedeva tra i requisiti la laurea al Dams ad indirizzo “arte” e “esperienza documentata di progettazione di campagne comunicative a tema vaccinazioni”. Alice è stata l’unica candidata a presentarsi. Formalmente, è tutto regolare.

Premessa numero due: decine di miei studenti sono entrati in programmi di dottorato in giro per l’Europa tramite CV e semplici lettere nelle quali ho descritto in modo onesto le loro capacità. All’estero è comune assegnare i fondi al supervisore di dottorato e sarà lui sotto la sua responsabilità a individuare la persona più adatta all’incarico. Parenti e amici incompetenti non sono considerati perché altrimenti queste scelte si pagano care.

In Italia, per assegnare un incarico pubblico, bisogna rispettare gli obblighi imposti alle amministrazioni dalla convenzione Consip, che prevede bandi pubblici per qualsiasi posizione piuttosto che una scelta diretta. A volte i risultati possono essere tutt’altro che ottimali come ad esempio la vicenda surreale del sito del ministero Beni e attività culturali “verybello.it”, ora per fortuna chiuso.

Per evitare che si ripetano situazioni come quella descritta sopra (la quale non ha certo contribuito a migliorare l’immagine del nostro Paese nel mondo, anzi…), le amministrazioni a volte emanano bandi cuciti su misura per un candidato con competenze specifiche. A nessun politico salterebbe mai in mente di affidare un incarico per la sua personale compagna di comunicazione tramite la convenzione Consip.

Premessa numero Tre: il gruppo M5S dell’Emilia Romagna non è nuovo a iniziative discutibili in campo scientifico. A parte il no alla legge regionale sull’obbligo vaccinale, un anno fa, una consigliera M5S, Giulia Gibertoni, ha ben pensato di ospitare il “convegno scientifico” organizzato dalla fondazione Di Bella presso i locali della Regione, quello che era stato (con un sospiro di sollievo) cancellato dai locali dell’Università di Bologna.

Detto questo, penso che le obiezioni della consigliera Sensoli siano però fondate. Alice è una persona che sicuramente potrà svolgere al meglio questo incarico, ma non era opportuno che lo avesse tramite un bando così restrittivo. È vero che le amministrazioni pubbliche devono sottostare a normative molto rigide. Le regole si possono discutere, ma finché ci sono si applicano e basta. Se la legge prescrive bandi pubblici, lo devono essere per davvero.

Alice è stata difesa dai siti antibufale, vedi ad esempio qui.

Quale potrebbe essere la soluzione a questo punto? Forse che Alice rinunci alla borsa con un bel gesto? Sarebbe stato sicuramente meglio, come suggerito dalla consigliera Sensoli, che il bando avesse previsto tra i requisiti anche la laurea in scienza della comunicazione, per consentire una partecipazione più ampia possibile. Al di là della macchina del fango, messa in moto con vergognosi attacchi personali, è anche innegabile che la faccenda non sia stata gestita in modo ottimale. Si potrebbe prendere spunto da vicende come queste per rivedere la normativa su incarichi e appalti pubblici.

Ps: Questo post è stato scritto e inviato alla redazione prima che fosse nota la notizia della morte di un bambino di sei anni presso l’ospedale di Monza.
Chiederei a chi davvero lo desidera di commentare questo tragico evento altrove piuttosto che qui. Delle potenziali complicazioni del morbillo e degli eventuali eventi avversi del vaccino ne avevamo già parlato utilizzando un poster divulgativo proprio dell’associazione presieduta da Alice Pignatti, “Iovaccino”.

Fonte originale:
Bester, JAMA Pediatr. 2016, 1209-1215.
http://jamanetwork.com/journals/jamapediatrics/fullarticle/2555881