Le notizie che trasmettono i media statunitensi raramente riescono a essere imparziali. In molti casi, come per la recente protesta in Iraq contro l’Isis (di cui si è parlato e trasmesso poco), la verità viene distorta diffondendo sentimenti di paura e di odio fra gli americani nei confronti dei musulmani e dell’Islam.

L’autore di “Islam: In the Eyes of Media”, Hurriya Hassan spiega: “I media troppo spesso esagerano le forme e le credenze dell’Islam ed estrapolano concetti e parole dal contesto del Corano … l’immagine precisa di un uomo barbuto e che indossa un turbante e cita urlando versetti del Corano si è cristallizzata nelle menti americane come emblema di terrorismo”.

Basta effettuare una ricerca su Google, digitando parole generiche come “popolo islamico”, “islamismo”, “protesta musulmana” che si visualizzano immagini violente, di caos e di odio che altro non fanno che diffondere paura e disumanizzare i musulmani. Ricorrenti sono anche le immagini che ritraggono Osama Bin Laden e soldati armati.

Con particolare riferimento a Google, Carole Cadwalladr, giornalista del The Guardian entra nel dettaglio spiegando che “il pluralismo dei nuovi media è certamente una bella novità… ma è un fenomeno fuori controllo.. in parte dovuto al fatto che ci sono degli individui che cercano deliberatamente di destabilizzare il web. (Carole Cadwalladr – Google, Democracy and the Truth about Internet Search – The Guardian 12-04 2016 Web. Apr 4, 2017).

Non solo i media indugiano sul connubio Islam-paura, ma spesso non riescono neppure a mettere in luce eventi o persone che potrebbero dare un’immagine positiva dei musulmani e dell’Islam. Per citare un esempio, alla fine di novembre del 2016, 20 milioni di musulmani hanno marciato a Karbala, in Iraq contro un allora recente attacco dell’Isis nella zona. In questa occasione la copertura mediatica data all’evento è stata davvero scarsa. (Alexandra Sims – Millions of Muslims Take Part in Mass Pilgrimage of Arbaeen – in Spite of Isis  – The Independent, Independent Digital News and Media, 24 Nov. 2016. Web. 05 Dec. 2016).

Dall’elezione del presidente Donald Trump, sono stati diversi i cambiamenti all’interno del paese relativi all’islamofobia. Secondo The Independent: “Sin dalla sua elezione, il Consiglio per le Relazioni americano-islamiche (Cair) ha segnalato almeno 900 crimini di odio contro i musulmani in tutto il paese…Il “Muslim ban” dell’amministrazione Trump, ovvero il divieto d’accesso temporaneo per sette paesi a maggioranza musulmana, costituisce il paradigma dell’islamofobia statunitense. Tuttavia il Presidente americano è dovuto ritornare sui suoi passi e rivedere la sua linea dura “anti Islam” quando nel dicembre 2015 le sue dichiarazioni di sospendere l’immigrazione musulmana sono scomparse dal suo sito web lo stesso giorno delle elezioni per poi mutare in una dichiarazione più attenuata secondo cui è necessario sospendere l’immigrazione da paesi compromessi con il terrorismo, piuttosto che discriminare tout court una religione che annovera più di 1.6 miliardi di fedeli” (Rachel Revesz – Donald Trump just said he still plans to ban Muslims from the US – The Independent. Web. Apr 4, 2017).

Il “Muslim ban” è stato aspramente criticato e sfidato recentemente dallo stato delle Hawaii, che si appella al principio della non discriminazione basata sulla nazionalità. Tuttavia, mentre alcuni americani considerano il divieto come incostituzionale o oppressivo, molti la considerano una misura di sicurezza anti-terrorismo necessaria.

E l’Isis? Molti cittadini Usa percepiscono l’Isis come un gruppo terrorista e pericoloso e concordano che si tratti di un fenomeno da stroncare sul nascere. Il Paese però si divide sulle modalità.

Sulla base dei sondaggi condotti dalla Cnn, la maggioranza degli americani crede che l’Isis sia la prima minaccia per l’America, nonostante non sia ancora considerata una priorità dalla politica (PollingReport.com – IsisCnn/ORC Poll. Web. 04 Apr. 2017). Il Paese, inoltre, è spaccato tra chi è a favore e si oppone all’invio di truppe via terra in Iraq e in Siria per sconfiggere l’Isis (ibidem) .

Dopo aver preso in esame alcuni punti salienti della politica del presidente Trump, la comunità musulmana ha finora reagito compatta. Stav Liv, scrittore per il Newsweek, sostiene che i leader delle comunità e delle organizzazioni musulmano-americane, nel corso di una conferenza stampa tenuta dal Cair, dopo essersi congratulati con Donald Trump per l’esito delle elezioni, lo hanno implorato di cambiare il tono duro nei confronti dei musulmani e di proteggere i diritti di tutti gli americani”(Stav Ziv, Muslim – American leaders react to Donald Trump’s electionNewsweek).

I media devono rivestire un ruolo fondamentale non solo al fine di arrestare la diffusione dell’islamofobia e ma anche per migliorare il rapporto tra musulmani e l’Occidente.

Articolo di Gregory Coppola, studente di Scienze internazionali presso l’Università Fairfield in Connecticut

(Traduzione dall’inglese di Federica De Giorgi, Unimed)