L’Fbi ha aperto una inchiesta per terrorismo sull’aggressione, con un coltello, dell’agente di polizia Jeff Neville avvenuta ieri mattina all’aeroporto internazionale Bishop di Flint, nello stato del Michigan (Usa). Il portavoce del Bureau a Detroit, l’agente speciale David Gelios, ha parlato di un “incidente isolato”. Il presunto assalitore è stato fermato ed è stato identificato come Amor M. Ftouhi, residente nel Quebec con doppia cittadinanza canadese e tunisina, 50 anni: era entrato legalmente negli Stati Uniti venerdì dal confine in corrispondenza del lago Champlain, nello stato di New York, e si è poi recato a Flint. L’agente di polizia, colpito al collo, è in condizioni stabili dopo aver subito un intervento chirurgico. L’assalitore ha urlato “Allah Akbar” avvicinandosi all’agente, e poi “avete ucciso persone in Siria, Iraq e Afghanistan e moriremo tutti” ed è stato bloccato da quattro persone.

La polizia canadese ha compiuto un raid in un appartamento nella zona ad est di Montreal dove si trova l’appartamento in cui viveva l’uomo: almeno tre persone sono state arrestate e interrogate.

Una volta bloccato – raccontano gli investigatori – Ftouhi avrebbe chiesto agli agenti perché non lo uccidessero. Sul profilo Facebook dell’uomo si legge che Ftouhi ha lavorato per una compagnia di assicurazioni canadese e ha studiato all’università frequentando la facoltà di Scienze umanistiche e sociali a Tunisi e poi un college in Quebec. Sul social media risultano solo tre amici con cui condivide post in arabo. Prima dell’attacco, l’uomo si sarebbe fermato in uno dei ristoranti dell’aeroporto e poi avrebbe lasciato in un bagno le un borsone e uno zainetto che aveva con sé, uscendo con in mano solo il coltello dell’aggressione.