Il centrodestra sgomma, il Pd cala, il Movimento Cinque Stelle frena quasi a secco. I sondaggi del lunedì del TgLa7 ridisegnano lo scenario politico almeno rispetto a come l’abbiamo conosciuto nell’ultimo anno. Il M5s, infatti, è ancora il primo partito, ma i dati di Emg-Acqua confermano che se il centrodestra fosse unito non ce ne sarebbe per nessuno. In particolare, in una settimana delicata, i Cinquestelle perdono quasi un punto e mezzo, franando dal quasi 30 a poco più del 28, mentre Forza Italia guadagna un punto e scavalla il 14, la Lega si prende quasi mezzo punto e ci si avvicina, Fratelli d’Italia non molla l’area intorno al 5. Tutto insieme fa quasi il 33 per cento, cifra irraggiungibile sia per il M5s che come noto non fa alleanze sia per il Pd che sulle alleanze ha qualche problemuccio.

Nel frattempo il Pd non sta meglio dei Cinquestelle perché nello stesso lasso di tempo ha perso oltre mezzo punto, scendendo la soglia del 27. Interessante notare un certo travaso di voti tra quelli che perde il Partito Democratico e quelli che guadagna Mdp, la cui strategia “aggressiva” delle ultime settimane è per il momento premiante.

Tutto questo può avere diverse motivazioni. La prima sono le elezioni comunali: come ogni tornata elettorale, anche il primo turno delle amministrative ha un effetto “trascinamento” sui sondaggi. Quindi la prestazione deludente del Movimento alle Comunali gli ha fatto perdere un po’ di popolarità. D’altra parte le tendenze del sondaggio Emg rispecchia il risultato delle amministrative con il M5s che è andato male, il Pd che è andato malino e il centrodestra che ha ripreso le penne quasi ovunque.

La seconda riflessione riguarda la discussione sui temi nazionali dell’ultima settimana. In particolare a tenere banco è stato lo Ius soli. E, a guardare questi numeri, la tendenza dei grillini a attirare certi settori di elettorato di centrodestra non è al momento vincente, visto che sono proprio Fi, Lega e Fdi a guadagnare di più negli ultimi 7 giorni. In particolare secondo Fabrizio Masia, che dirige Emg, Forza Italia ha ripreso una parte di voti che aveva perso negli anni scorsi a beneficio di Pd e M5s: li ha riconquistati dopo averli persi nei mesi scorsi (basti pensare alla corsa di Matteo Renzi verso gli elettori “moderati” e l’avvicinamento di settori dell’imprenditoria ai Cinquestelle).

Il punto vero di tutta questa discussione resta che con questi numeri e con questi rapporti di forza e soprattutto con questa legge elettorale (cioè il Consultellum, dopo il fallimento del Rosatellum e del finto-tedesco), in Parlamento non ci sarebbe nessuna maggioranza. L’unica alleanza che avvicinerebbe quota 315 è quella fantasy tra M5s, Lega e Fratelli d’Italia. Ma siamo nell’ordine della fantascienza. Dunque non ce la farebbero nemmeno le larghe intese, tanto più che non entrerebbe in Parlamento nemmeno Alternativa Popolare di Angelino Alfano.