A sette mesi dagli arresti degli “angeli della morte” la Procura di Busto Arsizio ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per 14 indagati per i decessi sospetti al pronto soccorso di Saronno (Varese). Il 29 novembre Leonardo Cazzaniga, 46 anni, e Laura Taroni, 41 anni, infermiera, furono portati via dai carabinieri perché ritenuti responsabili di cinque omicidi lui e uno lei: il marito di ques’ultima, Massimo Guerra, avvelenato secondo gli inquirenti dalla donna – che in una intercettazione diceva di avere bisogno di uccidere – con la complicità del camice bianco per poter vivere la loro storia d’amore.

L’ex viceprimario e l’infermiera sono accusati di omicidio in concorso. La richiesta, a firma del Procuratore capo di Busto Gianluigi Fontana e del pm Maria Cristina Ria, riguarda anche una serie di comportamenti illeciti sia da parte di alcuni medici dell’ospedale, sia da parte dei membri della Commissione medica interna, accusati a vario titolo di omessa denuncia e falso ideologico. Il medico era stato segnalato e poi denunciato perché in reparto continuava a definirsi Dio o angelo della morte e applicare un protocollo ai pazienti gravissimi o in fase terminale: un cocktail micidiale di farmaci. Nei confronti dell’anestesista non fu preso nessun provvedimento. I testimoni aveva raccontato agli investigatori che “tutti in reparto e non solo” avevano “sentito parlare di questo protocollo. Lui diceva: ‘Questo è un paziente perfetto da sottoporre al mio protocollo’ e puntualmente moriva poco dopo in Pronto Soccorso”

Tra gli imputati questi anche l’ex primario del pronto soccorso di Saronno, Nicola Scoppetta, ai domiciliari dal marzo: come altri sapeva e per silenziare una dottoressa che minacciava di rivelare tutto aveva predisposto un concorso ad hoc. L’udienza preliminare dovrebbe essere fissata entro le prime due settimane di luglio.

L’indagine era stata chiusa giusto un mese fa. Le accuse di omicidio relative alla madre di Taroni e al suocero sono ancora in fase di indagini. La stessa combinazione di farmaci che Cazzaniga usava sui pazienti sarebbe stata somministrata anche a Guerra, alla madre di Taroni Maaria Rita Clerici e a suo suocero, Luciano Guerra. Al vaglio della Procura di Busto vi sono ancora altre quaranta cartelle cliniche di pazienti trattati da Cazzaniga in pronto soccorso a Saronno, sequestrate dai carabinieri.