Nel libro ci sono peni circoncisi, glabri, torti. Piccoli, grossi. Di qualsiasi forma e di tutte le etnie. Immagini che ritraggono uomini dal busto in giù senza rivelare l’identità degli intervistati. Con un’idea originale e abbastanza spinta la fotografa inglese Laura Dodsworth ha pubblicato “Manhood: the bare reality” un progetto fotografico che vuole affrontare il tema della virilità partendo dalle dimensioni del pene, spesso argomento tabù tra gli uomini. Quale occasione migliore dunque si non fotografare l’organo sessuale maschile e mostrarlo davanti a una telecamera? Dodsworth ha deciso di intervistare cento uomini di tutte le età (si va dai 20 fino ai 92 anni). “La maggior parte di loro prova un senso di vergogna o di ansia rispetto alle loro dimensioni o a un aspetto della loro performance” ha rivelato l’artista al Guardian.

Il libro vuole affrontare direttamente il tema della virilità partendo dalle dimensioni del pene.  “Molti ragazzi giovani si vergognano quando parlano di questi argomenti. Il sesso continua a rimanere un argomento molto delicato”.  Facendo questo esperimento gli intervistati hanno deciso di mettersi a nudo in tutti i sensi: sia fisicamente che raccontando le proprie esperienze sessuali. Nel libro accanto alla foto del proprio pene si trova un breve paragrafo in cui l’intervistato si lascia andare raccontando i dettagli delle proprie performance e del rapporto con l’organo sessuale. In Manhood si legge letteralmente di di tutto: da chi si sente sicuro e fiero per la grandezza del proprio pene a chi invece soffre per le dimensioni ridotte. Un libro che ha fatto discutere e sollevato polemiche. Non è la prima volta che la fotografa britannica si avventura in questi progetti. Nel 2015 Dodsworth aveva fatto lo stesso tipo di esperimento fotografando il seno di cento donne e chiedendo che tipo di rapporto avessero con quella parte del corpo. Sicuramente un’idea abbastanza spinta e sorprendente per approfondire il tema della sessualità.