“Bisogna rompere con una sinistra alla Tony Blair che fa il lavoro della destra”. Applausi al teatro Brancaccio di Roma, pieno ben oltre la regolare capienza, per l’intervento di Tomaso Montanari, che assieme ad Anna Falcone ha raggruppato partiti, movimenti ed associazioni nel cantiere di una sinistra unitaria ‘per la democrazia e l’uguaglianza”. Cantiere alternativo al Partito democratico e che vorrebbe, nelle intenzioni dei promotori, archiviare il centrosinistra. E Montanari spiega perché, elencando gli errori degli ultimi vent’anni: dal primo governo dell’Ulivo fino ad arrivare ai governo Renzi-Gentiloni. “È ai governi di centrosinistra che dobbiamo lo smontaggio sistematico del progetto della Costituzione: la prima riforma votata a maggioranza è stata quella del Titolo V della Costituzione. È stato un governo di centrosinistra ha decidere una guerra illegittima sia per la carta dell’Onu, sia per la nostra Costituzione, l’approccio restrittivo all’immigrazione è stato introdotto dalla legge Turco-Napolitano, l’avvio della precarizzazione dei rapporti di lavoro la dobbiamo alla riforma Treu, l’abbandono del ruolo dello Stato nell’economia è avvenuto in forza delle privatizzazioni incontrollate, volute purtroppo dal centrosinistra. La mancanza di una legge vera di sul conflitto d’interesse nelle telecomunicazioni – continua lo storico dell’Arte, che nel suo intervento ha precisato di non volersi candidare – è frutto di scelte fatte durante la prima legislatura dell’Ulivo. Il colpo finale alla progressività fiscale è venuta dalla stessa area politica, la federalizzazione dei diritti che oggi ne impedisce l’eguale attuazione su tutto il territorio nazionale, pensiamo alla sanità, la dobbiamo è iniziata con le riforme di Bassanini. L’infinita stagione della distruzione della scuola e dell’università porta anche la firma di Luigi Berlinguer. L’espianto di fatto dell’Articolo 9 dalla Costituzione lo di deve ai governi Renzi-Gentiloni con lo ‘Sblocca Italia‘ e la riforma Franceschini ed infine il completo abbandono del mezzogiorno d’Italia a se stesso. Una delle disuguaglianze più atroci e insopportabili”. Quando, conclude, “noi diciamo che è finita la stagione del centrosinistra diciamo che bisogna rompere con tutto questo – spiega Montanari –  ‘ci siamo dimenticati dell’uguaglianza’ ha ammesso Romano Prodi nel suo ultimo libro. Chi la pensa così è il benvenuto. Anche chi ha votato Sì al referendum del 4 dicembre, ma – chiarisce Montanari – deve essere chiaro che la rotta è invertita e quella storia è finita”