Il tweet di Arcobaleno 3, la società di produzione e management di Lucio Presta, è arrivato alle 8.30 di mattina, ad annunciare la soluzione di uno dei rompicapo più ostici della stagione televisiva appena finita: “Felici perché RaiUno ha scelto di riprendere il rapporto professionale con Paola Perego dopo un momento di ‘straordinaria follia’”. Punto.

 

 

Poche ma significative parole, visto che l’estromissione della Perego dalla Rai, dopo il pasticcio di “Parliamone sabato” sulle donne dell’est, aveva innescato una lunga serie di polemiche, equilibri catodici fragili e in continuo movimento. Non si sa assolutamente nulla su cosa farà Paola Perego nella prossima stagione, ma il rapporto con mamma Rai sembrava definitivamente compromesso, dunque per il momento può bastare un semplice tweet per cantare vittoria. Ci sarà tempo per le trattative e i nuovi progetti, oggi c’è da celebrare la rivincita.

Il timing di questo ritorno di fiamma, però, fa riflettere non poco: arriva, guarda caso, pochi giorni dopo l’arrivo del nuovo direttore generale Mario Orfeo e, dunque, dopo le dimissioni di Campo Dall’Orto. Il problema, dunque, era l’ex dg? La responsabilità dell’allontanamento di Paola Perego era completamente sua? Domande che prima o poi troveranno una risposta, soprattutto considerando che Lucio Presta non è certo tipo taciturno che non si toglie i sassolini dalle scarpa. Tra meno di due settimane verranno svelati i palinsesti Rai per la prossima stagione e i nodi da sciogliere restano tantissimi. Scongiurato il tetto agli stipendi per i talent di casa Rai, ora bisogna piazzare le figurine nella pagina giusta dell’album, tentando di accontentare e valorizzare tutti. E Dio solo sa quanto è difficile accontentare tutti (che sono tanti, che sono troppi) all’ombra del cavallo morente.

Contenta, non c’è dubbio, è già adesso Paola Perego. E il suo ritorno improvviso è segno, forse, anche di un nuovo riequilibrio delle “scuderie” di artisti in campo, dopo le ultime due stagioni decisamente appannaggio di una tra queste rispetto alle altre. La Rai si conferma territorio magmatico per eccellenza, con condizioni e situazioni che mutano continuamente, apparentemente senza alcun senso logico. Dalle stelle alle stalle e viceversa in pochissimo tempo, come sulle più spericolate montagne russe. È Mamma Rai, bellezza. E chi si ferma è perduto. Almeno fino al prossimo “regime change” al settimo piano.