Un fisco che “non sostiene la crescita economica e l’efficienza in molti campi” perché “nonostante la recente modesta riduzione, il fardello fiscale sui fattori produttivi resta tra i più alti dell’Ue”. E ancora: l’abrogazione nel 2015 della tassa sulla prima casa “è stato un passo indietro nel processo di raggiungimento di una struttura fiscale più efficiente”. Le raccomandazioni all’Italia del consiglio Ecofin, composto dai ministri dell’economia e delle finanze di tutti gli Stati membri, ricalcano in gran parte quelle approvate dalla Commissione europea a fine maggio. Anche su uno degli aspetti più discussi, la richiesta di reintrodurre l’Imu, che aveva provocato la reazione piccata del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan (“Non è una buona idea”).

“C’è margine per una tassazione meno dannosa per la crescita, in modo neutrale per il bilancio”, sottolinea l’Ecofin, facendo riferimento appunto alla possibilità di spostare il peso del fisco dai fattori produttivi agli immobili. Segue la presa d’atto che è stata “ulteriormente rinviata la lungamente attesa revisione delle agevolazioni fiscali, in particolare le aliquote Iva ridotte” e che “è ancora in sospeso la riforma del catasto i cui valori sono ormai superati”. Inoltre “la bassa compliance fiscale e il complesso codice fiscale aumentano l’onere per le imprese e le famiglie” che pagano le tasse. Alcune misure recenti, come “la fatturazione elettronica obbligatoria e lo ‘split payment‘ per gli acquisti da parte degli enti pubblici, vanno nella giusta direzione”. Tuttavia, “la fatturazione elettronica non è obbligatoria per le transazioni del settore privato e sono stati recentemente elevati i limiti per l’utilizzo di contanti, in modo che l’utilizzo dei pagamenti elettronici rimane ben al di sotto della media dell’Unione, a scapito della compliance fiscale”.

Il Consiglio in generale raccomanda quindi all’Italia di “effettuare uno sforzo fiscale significativo nel 2018“, cosa che Padoan ha già chiarito di non voler fare. Poi chiede di assicurare “l’implementazione tempestiva del programma di privatizzazione” e usare i proventi per “accelerare la riduzione del rapporto debito pubblico-pil“. Inoltre bisogna “ridurre la lunghezza dei processi civili” e, come da copione. “accelerare la riduzione degli stock di non-performing loans” in pancia alle banche.