Niente più maxi gare miliardarie, a cominciare da quelle finite al centro d’indagini giudiziarie. Nel giorno in cui il Pd annuncia la sua mozione per rimuovere Luigi Marroni da ad della Consip, e il presidente Luigi Ferrara arriva in procura a Roma per essere sentito come persona informata sui fatti, la centrale acquisti della pubblica amministrazione rende nota una decisione attesa. L’impresa Romeo Gestioni è stata infatti esclusa dalla maxi gara d’appalto da 2,7 miliardi di euro finita al centro dell’indagine della procura di Roma.

Si tratta della gara Facility Management ed.4 che aveva catalizzato le attenzioni dell’imprenditore Alfredo Romeo e sulla quale erano arrivate le confessioni di Marco Gasparri, ex dipendente della Consip,  A decidere l’esclusione sono gli stessi vertici  che hanno preso atto di una delibera Anac.  Oltre a Romeo Gestioni sono state escluse anche Cns e Manutencoop Fm, per aver fatto cartello nella convenzione “Pulizia Scuole”, dai bandi per i servizi di “Pulizia caserme” e “Pulizie enti del servizio sanitario”.

Una decisione che fa il paio con le novità in arrivo per quella che è la prima stazione appaltante d’Italia. “Consip sta riprogettando il metodo con cui si impostano le gare si punta a industrializzare il processo e a suddividere le gare in più lotti, per permettere a più aziende di partecipare e allo Stato di continuare ad avere risparmi”, spiega un documento della società. Scompaiono dunque i maxi bandi di gara da miliardi di euro.

Era proprio per il maxi lotto della gara Fm4 che la centrale acquisti della pubblica amministrazione è finita al centro dell’indagine della procura di Roma.  La decisione di esclusione della società di Romeo è stata presa quindi tenendo conto delle circostanze note legate all’inchiesta capitolina, compresa la confessione di Gasparri. L’ex dipendente Consip avrebbe ammesso di aver preso da Romeo “100mila euro per garantirgli consigli e informazioni sulle gare bandite in Consip”.

Lo stop a Cns e Manutencoop poggia invece sulla “grave negligenza o malafede nell’esecuzione contrattuale della Convenzione Pulizia Scuole”. Le due imprese sono state accusate di aver fatto cartello e la decisione parte da una delibera Anac, l’autorità anticorruzione. Oltre alla Convenzione Pulizia Scuole, le due società sono state escluse anche dalle iniziative su “pulizia caserme” e “pulizia del servizio sanitario nazionale”.