“Non se da queste amministrative il Pd esce più debole, ma di sicuro non esce più forte. Chiamare vittoria il risultato del Pd sarebbe un azzardo. Sarebbe come dire che Orfini è il nuovo cantante dei Led Zeppelin“. Così a Otto e Mezzo (La7) il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, commenta il risultato raggiunto dai dem all’ultima tornata delle elezioni amministrative. “Ci sono 13 città importanti in cui il centrosinistra è arrivato dietro il centrodestra” – continua – “e di queste 9 avevano la giunta o di centrosinistra o di sinistra. Spesso il Pd si è presentato nascosto dentro liste civiche, come se anticipatamente si dissociasse da se stesso. Renzi non c’ha messo la faccia in alcun modo, perché era terrorizzato. E’ riuscito a perdere anche a Rignano, come del resto accadde alla Boschi ad Arezzo e quest’anno allo stesso Grillo a Genova. Diciamo che nemo propheta in patria”. E aggiunge: “Sicuramente non ha vinto il M5S, anzi ha straperso. Ma al posto di Renzi aspetterei a esultare, perché o vince tutti i ballottaggi importanti oppure tra 2 settimane ci renderemo conto che il trend negativo del Pd a trazione renziana non è per niente stato interrotto”. Gli fa eco il filosofo Massimo Cacciari: “Renzi? E’ rimasto quello che era. Per lui va sempre tutto bene. Anche quando prende delle lezioni tremende, come quella del referendum del 4 dicembre, non le capisce. Ci sono città come Gorizia, dove il Pd prende l’8%, peraltro in una regione amministrata da una renzina d.o.c. (Debora Serracchiani, ndr). In alcune città il Pd ha raggiunto risultati assolutamente disastrosi. Di fatto, al Pd non è andata bene per niente”. Poi rincara: “Per federare, ma nel vero senso del termine, le diverse componenti del centrosinistra qualunque uomo può andare meglio di Renzi. Questa defatigante contesa dall’interno del Pd l’ha danneggiato e ha danneggiato l’insieme del centrosinistra. Io gli consiglierei di fare il suo partito e basta. Esca dal Pd e giochi anche lui alla maggioranza semplice, come Grillo. Finga di essere Macron, se gli riesce