La ripresa dei lavori parlamentari, per i deputati del M5s coincide con la riflessione sul primo turno delle amministrative. Risultato deludente? Trincerandosi dietro un finto sbadiglio il capogruppo pentastellato Roberto Fico, evita di rispondere. Fico sostenne che “lo sbaglio più grande è fare l’analisi del voto dopo il voto. Questa va fatta quando si è sedimentato tutto, se uno dice una cosa un minuto dopo il voto è sbagliato a prescindere”. Forse meno vincolato dal ruolo di ‘big’, il deputato Andrea Cecconi è più riflessivo: “Ci sono Meetup che hanno funzionato e continuano a funzionare benissimo ce ne sono altri che non hanno funzionato bene o si sono rotti e che hanno perso per strada il loro attivismo, ma noi a differenza degli altri partiti tradizionali non imponiamo candidati e liste. Se i Meetup, devono essere riformati oppure no, sta all’intelligenza di chi li compone – aggiunge Cecconi, secondo il quale – l’attività parlamentare dei 5 Stelle non ha inciso sul risultato delle elezioni amministrative”. Uno dei casi dove il M5s era atteso alla prova dei fatti era Palermo, dove la lista è la più votata nonostante il caso ‘firme false’, per il quale è stato chiesto il rinvio a giudizio di tre parlamentari. Tra questi Riccardo Nuti, che però, intercettato fuori Montecitorio, specifica di “non voler rilasciare interviste”. Per Carla Ruocco invece “nessun dramma, andiamo avanti“. “Avremmo avuto fare meglio, ma per noi le comunali non sono facili – ammette Danilo Toninelli, per il quale – non ci si deprime per gli insuccessi, né ci si esalta per i successi. Complessivamente gli altri hanno perso voti, noi li abbiamo guadagnati”. E conclude: “Dal Pd sostengono che sul nostro risultato pesato l’amministrazione Raggi? Non si permettessero di dire queste cazzate “